Autore Redazione
venerdì
8 Maggio 2026
15:48
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L’accusa della Filt Cgil: “La Regione sposta 23 milioni dal trasporto alla sanità e pagano i cittadini”

L’accusa della Filt Cgil: “La Regione sposta 23 milioni dal trasporto alla sanità e pagano i cittadini”

PIEMONTE – La Filt Cgil Piemonte e diverse associazioni (realtà promotrici de “Il trasporto che ci salva” (Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – Federconsumatori Piemonte – UDU – Fridays for Future – Co.M.I.S – Arci Piemonte – Libera Piemonte – CGIL Piemonte)) si sono scagliate contro la Regione Piemonte per il “taglio di 23 milioni destinati al trasporto ferroviario“. L’accusa è che la Giunta Regionale del Piemonte, con una variazione di bilancio d’urgenza, ha deciso di “sottrarre fondi vitali ai trasporti e al sociale per ripianare un disavanzo sanitario. Per evitare il commissariamento della sanità, la Regione ha operato un taglio di 23 milioni di euro ai fondi destinati al trasporto ferroviario, già fortemente in difficoltà“.

Siamo davanti a un cinico gioco di prestigio finanziario”, dichiarano le realtà promotrici de “Il trasporto che ci salva”. “L’assessore Gabusi ha sempre negato l’esistenza di un’emergenza, minimizzando sulle tante problematiche del trasporto piemontese e sostenendo che quest’ultimo non avesse nulla da cui essere “salvato”. Oggi la realtà lo smentisce: per l’ennesima volta, saranno cittadine e cittadini, lavoratrici e lavoratori, a pagare caro per un servizio sempre più compromesso, soprattutto in alcuni territori dove è anche un elemento fondamentale di diritto alla cura per una parte consistente dell’utenza”.

“Solo poche settimane fa, l’assessore dichiarava di non voler bloccare gli aumenti dei biglietti previsti per luglio 2026 facendo richiamo a “serietà e metodo” e sostenendo che gli adeguamenti fossero un atto previsto e quindi dovuto. Oggi, quel “metodo” sparisce: a quanto pare, la coerenza della Giunta si applica solo quando c’è da battere cassa dai cittadini, che già pagano un servizio dove l’unica costante sono ritardi, soppressioni e un parco mezzi vetusto. In un Paese dove la spesa per la mobilità supera già il 10% del budget familiare, sommare i tagli ai rincari di luglio significa spingere migliaia di persone che viaggiano, vivono e/o risiedono in Piemonte verso la vulnerabilità economica”.

Anche la promessa dell’assessore Tronzano di ripristinare entro luglio i fondi attualmente oggetto di taglio nel bilancio non può affatto considerarsi una rassicurazione: è anzi un annuncio privo di garanzie che mette a rischio la continuità dei servizi essenziali. Per questo oggi più che mai è necessario mantenere alta l’attenzione sulla condizione del trasporto pubblico locale coinvolgendo tutti i soggetti interessati“.

Non faremo sconti a chi gioca con i diritti di cittadini e con il futuro dei lavoratoridichiara la Filt Cgil Piemonte. “Siamo pronti a proclamare lo sciopero regionale dei trasporti per esigere il ripristino immediato dei fondi e fermare il ridimensionamento del servizio”.

Uno sciopero che si inserisce nel rilancio della vertenza Il trasporto che ci salva, che dopo la grande manifestazione di ottobre scorso, sotto il grattacielo della Regione Piemonte, ha proseguito il suo lavoro tra cittadine e cittadini nei territori. La vertenza vedrà una nuova fase nel mese di giugno: il Piemonte ha bisogno di un trasporto pubblico che risponda ai bisogni reali della cittadinanza, non di promesse elettorali e giochi di prestigio contabili.

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