Benedicta
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BOSIO – Prosegue l’iter per il Centro di Documentazione al Sacrario Martiri della Benedicta, nel Parco naturale delle Capanne di Marcarolo. Giovedì la Giunta regionale ha approvato un Protocollo d’intesa che prevede lo stanziamento di 500mila euro per il completamento dei lavori e l’allestimento della struttura. Gli interventi saranno co-finanziati dalla Provincia di Alessandria, che contribuirà con 250mila euro.

Il protocollo è stato redatto insieme a tanti enti del territorio, il Comitato resistenza e Costituzione del Consiglio regionale, l’Associazione “Memoria della Benedicta”, oltre alla Provincia di Alessandria, il Comune di Bosio, l’Unione dei Comuni tra il Bobbio e il Colma e il Sistema Bibliotecario di Novi Ligure. In futuro potranno comunque aderire in futuro altri enti o soggetti, sia piemontesi sia liguri, interessati alle attività della struttura.

“Dopo un lungo percorso stabiliamo gli step che permetteranno di finire definitivamente i lavori e di rivalutare la Benedicta, prevedendo anche la definizione di un ricco piano di attività” ha dichiarato Antonella Parigi, assessore regionale alla Cultura e al Turismo “Un risultato condiviso con il territorio e a cui abbiamo fortemente voluto contribuire, che potrà valorizzare una parte importante della nostra storia, nonché della nostra regione”.

Il progetto di restauro e rifunzionalizzazione del Centro prevede, in particolare, che l’edificio venga adibito a spazio polifunzionale multimediale, con un auditorium e un laboratorio didattico, nonché la realizzazione di un archivio digitale integrato con la rete documentale regionale. Le attività che il Centro svolgerà saranno definite da un Comitato scientifico, recentemente costituito e di cui fanno parte rappresentanti tecnici degli enti sottoscrittori. Il protocollo prevede inoltre che l’Associazione “Memoria della Benedicta” gestirà, in convenzione, i servizi di fruizione, accoglienza e didattici. Proprio questa associazione, tramite il suo presidente Gian Piero Armano, scomparso lo scorso agosto, aveva più volte sollecitato e auspicato una accelerazione dei tempi, ben consapevole della fondamentale importanza di un Centro di documentazione per la valorizzazione di questo luogo della Memoria. 

Sul piano dei contenuti, ha fatto sapere la Regione Piemonte, si lavorerà con particolare attenzione per il recupero e la digitalizzazione del patrimonio audiovisivo, dei giornali periodici locali del ‘900, ma anche delle fonti orali, legati alle stragi nazifasciste e ai due conflitti mondiali.