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NOVI LIGURE – “La Pernigotti non solo deve continuare a esistere come marchio ma deve continuare a esistere con i suoi lavoratori“. Il Vice Premier Luigi Di Maio questo sabato ha incontrato nello stabilimento novese i lavoratori del celebre marchio dolciario, in assemblea permanente dal 7 novembre, manifestando la volontà di proseguire la battaglia al fianco dei lavoratori, elogiati per il loro “grande orgoglio“, un esempio per tutti e utile allo stesso Governo che, grazie a quella battaglia creerà la “legge Pernigotti“, un provvedimento che nel futuro obbligherà i marchi italiani a produrre sul territorio italiano. Una legge però non applicabile alla vicenda dell’industria novese.

Il Governo – ha aggiunto Di Maio – non mollerà e la battaglia continuerà perché il marchio deve essere garantito sia per quanto riguarda la vendita dei prodotti sia per tutelare chi ha creato il marchio, e cioè i lavoratori. Con il Presidente del Consiglio abbiamo incontrato la proprietà e abbiamo chiesto più tempo, noi lavoreremo per tutelare il reddito e il lavoro di centinaia di persone“.

Nell’incontro con i lavoratori Di Maio ha inoltre illustrato l’atteggiamento determinato del Governo, che, in ogni confronto, ha ribadito il valore del lavoro, rimarcando come a tutto debba essere anteposta la riconoscenza ai lavoratori. A questo elemento deve essere aggiunto “un management adeguato“, ha spiegato ancora Di Maio, ricevendo applausi convinti. Di sicuro “il Governo non molllerà“, ha garantito il Ministro, esattamente come i lavoratori.

Il mio interesse è che questo stabilimento resti aperto“, ha proseguito Di Maio. “Il marchio Pernigotti non può essere diviso dai lavoratori e né è accettabile che i cioccolatini e i prodotti del marchio vengano prodotti in uno stabilimento poco distante. Se ci sarà bisogno di più tempo lo prenderemo”. L’8 gennaio ci sarà un nuovo tavolo con la proprietà turca e se sarà necessario, ha infine spiegato il Ministro, “si terranno incontri a oltranza“. L’obiettivo, ha concluso Di Maio, è tutelare il futuro dell’azienda.

I lavoratori hanno apprezzato le parole del vice premier, e hanno confermato la volontà di non interrompere la battaglia. La prossima sfida è già l’8 gennaio in occasione di un nuovo confronto con la proprietà turca. “La speranza è che arrivino fatti – ha concluso Rocchino Muliere, sindaco di Novi. Il Governo deve premere sulla proprietà“.