ACQUI TERME – “Una storia tragicomica“. Così l’amministrazione di Acqui ha definito la vicenda del Palaruggine, la struttura in viale Antiche Terme ora chiusa a tempo indeterminato. Dopo la caduta di alcuni pannelli e la presenza di alcune crepe emerse lo scorso aprile, la giunta Lucchini ha accertato una serie di mancanze, a partire dal certificato di collaudo statico e la verifica della valutazione di sicurezza.

“Inoltre non c’è l’accatastamento, abbiamo scoperto che la rete fognaria scarica in parte direttamente nel rio Ravanasco e i pannelli fotovoltaici funzionano solo in parte”.

Il sindaco Lorenzo Lucchini e l’assessore al Bilancio Mario Scovazzi hanno quindi criticato le due precedenti amministrazioni della città colpevoli, secondo gli esponenti della giunta pentastellata, di aver agito senza curarsi del bene comune. La struttura è costata alla città più di 10 milioni di euro mentre arrivano a più di 6 milioni di euro le spese per un altro capitolo del bilancio acquese contestato dall’attuale amministrazione: i mutui accesi per l’aumento di capitale delle Terme. In totale, quindi, Palazzo Levi dovrà versare più di 400 mila euro all’anno per pagare i mutui contratti su entrambi i fronti, fino al 2044.

“Dobbiamo saldare interessi sugli interessi” le parole del vice sindaco Mario Scovazzi “in passato si è proceduto con la logica del “fare per fare”, facendo anche male e non controllando. Purtroppo le risorse pubbliche non sono un bene illimitato. Chissà cosa avremmo potuto fare con più di 400 mila euro all’anno in cassa per i prossimi vent’anni”.

Dopo dieci anni da quando è stato costruito abbiamo quindi accertato che il Palaruggine, così come è, non è fruibile” ha sottolineato il sindaco Lucchini, evidenziando la sua irritazione. “Non ci sono pericoli di crollo ha comunque tranquillizzato l’ingegnere Carlo Doimo, incaricato da Palazzo Levi di verificare le cause degli inconvenienti emersi ad aprile e analizzare poi tutta la documentazione, in parte risultata mancante. L’obiettivo è arrivare a completare il reperimento di tutte le autorizzazioni entro questa estate, operazioni che richiederanno per l’amministrazione termale un costo di 45 mila euro circa.

Siamo scoraggiati” ha aggiunto l’assessore ai Lavori Pubblici Giacomo Sassochi ci ha preceduto ci ha accusato di essere incompetenti o poco seri, non è vero. Ora però tocca a noi fare politica, ottimizzare le risorse e cercare di rifunzionalizzare il PalaCongressi. Siamo pronti a investire lì”.

L’amministrazione Lucchini punta al recupero dell’opera, che ad oggi necessita di numerosi interventi di manutenzione straordinaria. L’intenzione è progettare uno spazio esterno alla struttura, un parcheggio di 50/60 posti oltre a un’area pubblica, utilizzando parte dei 500 mila euro provenienti dalla Regione nell’ambito dell’accordo di programma con Palazzo Lascaris.

Ai microfoni di Radio Gold, l’ex sindaco Bernardino Bosio ha ricordato che, quando il progetto del Palaruggine fu approvato, lui non era più primo cittadino. La redazione ha provato a contattare anche gli altri ex primi cittadini Danilo Rapetti e Enrico Bertero per una replica, per ora senza riuscirci.