fototrappole

ALESSANDRIA – Entro un mese saranno installate ad Alessandria quindici fototrappole, utili a individuare chi non conferisce i rifiuti nei cassonetti. Lo ha ricordato ieri l’amministratore unico di Amag Ambiente Fiorenzo Borlasta nell’ultima commissione consiliare. Già nel 2018 l‘azienda aveva raddoppiato le ore di controllo degli addetti, passate da 600 a 1200 al mese.

Proprio questo venerdì è in programma un sopralluogo dei tecnici per stabilirne la collocazione e a breve dovrà essere firmata una convenzione con la Polizia Municipale che si occuperà di multare chi non rispetterà le regole. “Non saranno una soluzione definitiva ma sono importanti contro una problematica diffusa, difficile da eliminare: su 3 mila cassonetti, in circa 2800 abbiamo riscontrato che vengono lasciati dei rifiuti fuori. In parallelo, quindi, occorrerà avviare una campagna sistematica di multe. A ottobre il 10% degli indifferenziati proveniva proprio dal fuori cassonetto. Lo scorso dicembre sono state ad esempio comminate multe da 600 euro a due aziende scoperte a scaricare materiale edile, imballaggi e scarti fuori dai cassonetti. Le fototrappole si aggiungeranno alle quattro telecamere già in funzione in città vicino ad alcune aree dove sono presenti i cassonetti. Si rinforzerà anche il servizio di vigilanza ambientale: gli ispettori passeranno da 1 a 3”.

In generale, comunque, entro giugno l’amministrazione stabilirà il nuovo sistema di raccolta rifiuti, dopo che il “porta a porta” è stato accantonato. “Io sarei favorevole ma non la pensano così le forze che compongono la maggioranza ha sottolineato l’assessore all’Ambiente Paolo Borasioper questo adotteremo una soluzione diversa. Da qui a sei mesi ci riserviamo di valutare altri sistemi compatibili. Occorrerà una analisi costi-benefici sui vari modelli di raccolta. In generale non esiste una soluzione ideale, ognuna ha i suoi pregi e difetti”.

Entro il 2020, in ogni caso, anche Alessandria dovrà rispettare l’obbligo di passare al sistema di tariffazione puntuale. Due, in particolare, le alternative: il riconoscimento del cittadino attraverso un badge che permetterà di poter aprire i bidoni oppure sacchetti con un particolare codice identificativo che, anche in questo caso, permettono di monitorare con precisione quanto è stato conferito.

L’obiettivo è dare un impulso forte alla raccolta differenziata che, ad Alessandria, si attesta solo al 43%. “Stiamo monitorando anche le strategie adottate da altre città simili alla nostra” ha sottolineato Fiorenzo Borlasta, di Amag Ambiente.Una azienda che negli ultimi mesi ha dovuto far fronte a una serie di problematiche, in particolare lo stop dei conferimenti da parte di Aral, dopo gli incendi estivi. “Abbiamo dovuto anticipare i costi per lo smaltimento. Abbiamo lavorato in seria difficoltà”.

A tutto questo si aggiunge anche una complicata congiuntura internazionale, con la Cina che ha bloccato l’importazione di rifiuti di carta e plastica: questo ha prodotto un crollo del 50% dei ricavi dalla cessione dei materiali.

“Amag Ambiente ha non pochi problemi economici” ha precisato l’assessore Borasio “basti pensare che non era in grado di stanziare circa 4 milioni di euro per partecipaare all’eventuale bando regionale sul porta a porta. Dal Gruppo Amag servirebbero più risorse per migliorare il servizio di raccolta rifiuti. Al momento non siamo nelle condizioni economiche per sostenere alcun tipo di bando”.

“Sono sconcertato” ha sottolineato il vice presidente del Consiglio ed esponente del Pd Enrico Mazzoniad Amag Ambiente manca una prospettiva. L’amministratore unico Borlasta ora è costretto a vivere alla giornata. A nostro avviso il ritorno al porta a porta sarebbe stata la soluzione ideale. Mi domando, però, il perché a novembre, questa ipotesi era stata inserita nel Dup, e ora si cambia di nuovo idea. Allora togliamo il “porta a porta” anche dal centro. Nei sobborghi invece, c’è un porta a porta meno spinto. Insomma, i cittadini non ci capiscono nulla, con tre sistemi di raccolta diversi e tutti attivi, a seconda dei luoghi. Serve un indirizzo politico”.

“Ad Acqui hanno adottato un porta a porta “spinto” e questo ha dato i suoi frutti” ha sottolineato Michelangelo Serra, del Movimento 5 Stellesi è passati dal 37% al 73% di raccolta differenziata. Sono serviti tanti incontri con la popolazione per spiegare tutte le novità: non è stato semplice ma alla fine i risultati sono arrivati. Qui, invece, si è perso un anno e mezzo nel decidere. Ricordo anche che tutti gli altri Comuni intorno a noi sono già passati alla tariffa puntuale: corriamo il rischio che gli altri cittadini arrivino ad Alessandria a scaricare “gratis” i loro rifiuti. Accogliamo poi con piacere la novità sulle fototrappole. Registriamo però alcuni disagi dei cittadini, ad esempio per il ritiro degli ingombranti chiedono di aspettare due mesi”.

“Aral purtroppo non li ritira ma mi è stato assicurato che riprenderanno dal 1° marzo, ricomincerà a ritirare gli ingombranti. A quel punto i tempi di attesa si attesteranno intorno ai sette giorni, due settimane al massimo” ha ribattuto Borlasta che ha anche annunciato anche l’imminente sostituzione dei bidoncini.