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PROVINCIA DI ALESSANDRIA – In base alle stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’infertilità colpisce il 15-20% delle coppie in età fertile e nel 30% dei casi la causa è maschile. Sono pochi, però, gli uomini che si sottopongono a controlli per prevenire patologie infiammatorie o infettive che, se trascurate, potrebbero causare problemi nella vita sessuale o interferire negativamente sulla volontà di avere un figlio. Con l’abolizione della visita di leva, nel 2005, è anche venuta a mancare una importante forma di screening “su vasta scala”. Grazie al Rotary, all’Asl Al e al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, la prevenzione andrologica da 10 anni entra però nelle scuole della provincia.

Il Progetto Pass solo nell’ultimo anno ha permesso di parlare ad oltre 2000 studenti e studentesse delle scuole superiori di Alessandria, Acqui Terme, Casale Monferrato, Novi Ligure, Ovada e Tortona di fertilità, infertilità e malattie sessualmente trasmissibili. Dal 2009 il progetto, inoltre, ha assicurato ai ragazzi di quarta e quinta superiore anche una visita di controllo con uno specialista, che nel 42% dei casi ha fatto emergere la presenza di una patologia andrologica.

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All’inizio, ha spiegato il primario dell’Urologia dell’Ospedale di Novi Ligure Franco Montefiore, solo il 5% degli studenti accettava di sottoporsi alla visita a scuola o di prenotare il controllo nello studio di un andrologo.  Dopo dieci anni, per fortuna, la percentuale è progressivamente salita fino a toccare il 51%. È però fondamentale continuare l’attività di informazione e prevenzione per affrontare in tempo problematiche uro-andrologiche che spesso anche le famiglie dei ragazzi non conoscono.

Nell’ultimo anno Pass ha mosso un ulteriore passo avanti grazie a 48 farmacie della provincia che da ottobre a dicembre hanno distribuito uno specifico questionario a un totale di 385 genitori e nonni di ragazzi tra i 14 e i 17 anni. La collaborazione con l’Ordine dei Farmacisti, Federfarma e Università di Torino ha permesso di scattare un’altra importante fotografia. Tre quarti degli intervistati, infatti, conosce la figura dell’andrologo ma solo un terzo sa che i ragazzi adolescenti devono sottoporsi a controlli. Tra i familiari che hanno risposto al questionario, inoltre, solo il 12% ha dichiarato di parlare in casa di problemi legati alla sfera sessuale di figli o nipoti tra i 14 e i 17 anni. Un dato che ha convinto i medici dell’Asl Al e il Rotary a coinvolgere anche i ragazzi di terza superiore. L’età media del primo rapporto sessuale, infatti, si è abbassata e il team del progetto Pass, affiancato da una psicologa, dal prossimo anno scolastico entrerà nella classi degli studenti al primo anno del triennio, nella speranza di raccogliere il sostegno delle famiglie e aumentare anche la percentuale di adesione alle visite di controllo a scuola o negli ambulatori degli andrologi.

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