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PROVINCIA – “La politica abbia il coraggio di scegliere”. La presidente provinciale di Confesercenti Manuela Ulandi ha fatto un appello al Governo, a fronte delle indiscrezioni emerse nei giorni scorsi su un possibile dietrofront dell’esecutivo in merito alla legge per limitare la possibilità di tenere aperti i negozi alla domenica. A frenare le intenzioni gialloverdi sarebbe, secondo il quotidiano il Messaggero, un sondaggio commissionato dalla Lega che evidenzierebbe come la maggioranza degli italiani non gradirebbe queste limitazioni nei giorni festivi.

“Potevano anche risparmiare i soldi del sondaggio” ha sottolineato sarcastica la presidente Ulandi “non mi stupisce che questa sia la risposta. Hanno una chiesto una cosa ovvia, se io posso avere tutto sempre perchè devo limitarmi. Ma allora, con lo stesso ragionamento, perché non tenere aperti il Comune, le banche, gli uffici amministrativi, chi è che sarebbe contrario? Penso nessuno. La politica dovrebbe avere il coraggio di fare le scelte su quale mondo vogliamo, su quali città vogliamo e su che tipo di diritti dare ai lavoratori. È ovvio che i consumatori non vorranno mai ridurre la possibilità di fare acquisti, ma il punto è che tocca alla politica stabilire se il modello che vogliamo è quello di avere sempre tutto aperto h24, dove solo la grande distribuzione viene beneficiata”.

Ulandi ha poi replicato a chi, tra la grande distribuzione, teme un calo drastico del fatturato in caso di stop alle domeniche aperte, oltre alla perdita di posti di lavoro: “Una persona fa la spesa quando serve. Se non potrà farla di domenica vuol dire che gli incassi saranno spalmati sugli altri giorni. Ad esempio sento oggi da chi lavora nella grande distribuzione che i supermercati lavorano molto meno di sabato. Se chiudessero la domenica gli incassi si spalmerebbero in modo diverso ma, a mio avviso, non diminuirebbero. Il problema è l’aumento dell’offerta, si continuano ad aprire grandi centri commerciali e questo ha danneggiato i piccoli centri urbani in modo irrimediabile, con tanti negozi costretti a vendere o ad affittare. Le politiche attuate negli ultimi 20 anni agevolano solo la grande distribuzione. E poi non capisco: le auto in città inquinano, e quelle usate per raggiungere i centri commerciali in periferia non lo fanno in egual modo? Nel nostro contesto si è utilizzato lo stratagemma del “Comune turistico” per consentire l’apertura alla domenica dei negozi e favorire così la grande distribuzione, ormai è cosa nota”.

Secondo la presidente di Confesercenti, infine, l’eventuale aumento dei salari per i dipendenti che lavorano alla domenica, l’alternativa ipotizzata per uscire dallo stallo in cui si trova la legge a livello nazionale, rappresenterebbe solo un’altra disparità tra piccola e grande distribuzione: “Sarei contenta per quei dipendenti che avranno più stipendio, sono solidale con loro. Ma sarebbe un compromesso e il piccolo commercio non avrebbe la stessa forza del grande per permetterselo. Anche in questo caso si agevolano i più ricchi. Occorre invece investire e fare politiche prodromiche ai centri urbani, con una viabilità snella e facile per raggiungere i parcheggi centrali, magari con delle navette, e un centro pedonale bello, pulito e ordinato. Sono tutte cose che mancano, oggi l’economia è ferma. Il Decreto Salva Italia non è servito, la liberalizzazione non ha inciso e su questo non avevamo tutti i torti. Si tratta di misure che servono solo ai grandi e ai potenti ma la politica non può pensare di mettere in competizione la bottega sotto casa coi colossi, abbiamo forze diverse”.

Nel frattempo tanti ascoltatori hanno scritto sulla nostra pagina Facebook commentando un articolo nazionale che la nostra redazione aveva condiviso.

Secondo Alessandra e Stefano il problema è proprio quello dello stipendio: “Se i dipendenti dei centri commerciali ricevessero la paga festiva sarebbero felicissimi” ha scritto Alessandra. “Su questo dovrebbero battersi i sindacati, non sulla chiusura domenicale che considero anacronistica”. “Pochi euro in più, comunque, sarebbero una presa in giro” ha ammonito Fulvia.

Roberta, invece, ha portato l’esempio della Svizzera dove “tutto è chiuso dal tardo pomeriggio del sabato. Le domeniche sono sacre e le persone vivono bene, confortate da un ottimo stipendio. Basterebbe organizzarsi e fare la spesa in settimana.

Per Stefania “le aperture domenicali sono comunque utili ma l’importante è non sfruttare i lavoratori”, posto che non frequenta i centri commerciali nel weekend.

Secondo Paola, invece, i negozi devono rimanere chiusi alla domenica: “avere la possibilità di fare acquisti fino alle 20.30 di sabato è più che sufficiente, ed è una questione di rispetto per il lavoratore come persona”.

È d’accordo Mirko: così le passeggiate si fanno in montagna”. E anche Gabriella: “Magari andando a vedere qualche museo per far ritrovare il cervello alle persone”.