Tribunale Alessandria
adv-561

ALESSANDRIA – È stato condannato a 3 anni e 4 mesi l’autore della brutale aggressione avvenuta lo scorso 9 settembre ad Alessandria, in via Marsala. Vittima di una ingiustificata e furiosa violenza era stato un ragazzo di 23 anni, aggredito per un telefonino e poi colpito ripetutamente anche mentre era a terra, con calci e pugni, nonostante un cittadino, dal balcone di un palazzo che si affacciava sulla via, avesse gridato per interrompere quella assurda serie di colpi.

Ieri la famiglia del giovane e l’avvocato Licia Carla Sardo del foro di Milano, erano presenti in Tribunale per l’ultima pagina di una storia che ha avuto come epilogo la condanna al carcere dell’aggressore, Giuseppe Arcidiacono, nonostante il difensore avesse chiesto i domiciliari. Il Pm, Andrea Zito, ha infatti sottolineato la brutalità di quella aggressione nei confronti del giovane, figlio dell’allora comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri. Un fatto definito molto grave e per cui l’accusa aveva chiesto 4 anni e mezzo. Alla fine il gup, Paolo Bargero, ha inflitto 3 anni e 4 mesi applicando lo sconto del giudizio abbreviato e l’attenuante di semi-infermità mentale a cui però si è aggiunta la pericolosità del soggetto.

In Tribunale, nell’udienza del 18 febbraio, la giovane vittima aveva accettato le scuse di Arcidiacono, sebbene ispirate dal giudice. Fabrizio Scandone, il ragazzo coraggioso e leale che già cinque anni fa, a Palermo, venne colpito da cinque coltellate per difendere un amico vittima di una rapina, dopo la sentenza di martedì 18 giugno, potrà quindi continuare ad avere un buon ricordo di Alessandria, città in cui ha vissuto a lungo con la sua famiglia.

adv-928