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SERRALUNGA DI CREA – Ha deciso di farsi avanti e chiedere pubblicamente scusa. Il volontario finito nell’occhio del ciclone per aver cercato di fare uscire del Santuario di Serralunga di Crea il cane guida della presidente della sezione astigiana dell’Associazione Pro Retinopatici e Ipovedenti ha contattato la redazione di RadioGold per scusarsi con Renata Sorba. L’uomo, ha raccontato, è stato “educato dai suoi genitori a rispettare le regole” e  ha ammesso “con onestà” di non conoscere quella che apre le porte ai cani guida anche ai luoghi di culto.

Consapevole di essere “irruente in alcuni frangenti”, il volontario ha capito di aver sbagliato, ha ammesso “i suoi errori” ed è pronto “in qualunque momento” a chiedere scusa anche personalmente a Renata. Dispiaciuto per l’accaduto, l’uomo non ha però nascosto “il fastidio” per la parola “ignoranza” usata nel commento all’accaduto dal sindaco di Serralunga di Crea, Giancarlo Berto.  Espressione che il volontarip ha interpretato come “offesa personale” e non come intendeva, e ha ribadito a RadioGold, il primo cittadino, ossia nel senso di non conoscenza” di regole, anche di comune senso civico, che dovrebbero portare tutti ad avere sensibilità e attenzione nei confronti delle persone con disabilità.

Nel volontario rimane anche il disappunto per la condanna “senza appelli” del Rettore del Santuario di Crea, Monsignor Francesco Mancinelli.Mi ha considerato un ex volontario ancora prima di avere un chiarimento da me. Il Rettore mi ha scritto, ma abbondantemente dopo la lettera inviata ai giornali”. Le porte dell’ufficio di Monsignor Mancinelli erano e sono ancora aperte al dialogo. Il Rettore del Santuario di Crea, “molto laico, al di là del Monsignore”, resta però fermo nella decisione presain accordo con i suoi superiori” e, soprattutto, nella condanna a un “gesto che Don Francesco continua a considerare “inumano”. Il cartello che vieta l’ingresso agli animali da tempo non c’è più al Santuario di Crea e, in ogni caso, ha spiegato il Rettore, non avrebbe potuto giustificare un atteggiamento “da buttafuori” nei confronti di una persona non vedente e del suo cane guida e, oltretutto, durante la celebrazione della messa.

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