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ALESSANDRIA – Il Monferrato non si regala al’albese. Questo il monito del consigliere regionale Domenico Ravetti dopo l’intervento di Alberto Cirio, Presidente della Regione Piemonte, durante l’inaugurazione della Festa del Vino a Casale. Secondo Ravetti l’organizzazione del turismo nel Monferrato disegnata dal Governatore avrebbe il sapore “dell’annessione all’Agenzia Turistica Locale delle Langhe e Roero, quella che ha sede nella sua Alba“, spiega sardonico il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale Domenico Ravetti.

Se così fosse le prospettive sono destinate a suscitare molte preoccupazioni: “Prima dei propositi per noi è fondamentale sapere quali progetti sono previsti per il futuro del Monferrato, con quali e quanti fondi saranno promossi e quale sarà il protagonismo nelle scelte delle Istituzioni e degli imprenditori locali. In sostanza va chiarito che il Monferrato non si regala all’Albese. Inoltre, con la provincia smontata a pezzi il depotenziamento di tutto ciò che non è Monferrato si attuerebbe di conseguenza. In tal caso sarebbe impossibile immaginare un progetto di valorizzazione internazionale per esempio sull’Oltregiogo, sulle Terre di Coppi, sull’Alto Monferrato, sul termalismo, sul sistema museale alessandrino, sulle eccellenze enogastronomiche e su tutte le nostre bellezze paesaggistiche e architettoniche”.

Infine, questo è il punto, Cirio si decida: o rafforza la nostra Atl o prevede un progetto diverso, ma per unire, non per dividere la nostra provincia. Può anche fare a meno del nostro punto di vista, ma almeno senta i Sindaci e i rappresentanti della nostra economia. In particolare, ascolti i Sindaci del Monferrato Unesco, quelli che hanno specifici ruoli di rappresentanza politica e territoriale nel Monferrato: Ovada, Acqui Terme e Casale Monferrato. Mi auguro che Cirio non decida sulle nostre teste“, conclude Domenico Ravetti.

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