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ALESSANDRIA – A Reggio Calabria è partita una petizione online per dedicare una via della città a Nino Candido, uno dei Vigili del Fuoco (insieme a Marco Triches e Matteo Gastaldo) morto durante un intervento notturno in una cascina a Quargnento. “Antonino sapeva bene che chi bussa alle porte della grande famiglia dei Vigili del Fuoco chiedendo di poterla servire è già di per sé un eroe. La sua città, i suoi parenti, i suoi amici non vogliono che il suo ricordo si affievolisca, non può e non vuole dimenticare un figlio eroico di questa terra“, si legge nella petizione sul web.

Pertanto la comunità intera chiede l’aiuto di tutti per sostenere questa raccolta e far sì che almeno una strada di Reggio Calabria porti il suo dolcissimo nome. Firmiamo tutti per non dimenticare Antonino e mantenere vivo il suo sacrifico e la sua memoria”, conclude il messaggio che invita i Reggini, e non solo, a sottoscrivere la raccolta firme.

La domanda sorge ora spontanea: perché non farlo anche ad Alessandria? O meglio, perché non proporre di dedicare la strada che passa davanti alla caserma dei Vigili del Fuoco – attuale corso Romita – a Nino, Marco e Matteo? Sarebbe il modo migliore per ricordare per sempre quei tre eroi strappati troppo presto all’affetto dei loro cari e di un’intera comunità. È vero anche che le intitolazioni si possono fare solo a 10 anni dalla morta, anche se in casi particolari (come potrebbe essere questo) sono previste delle deroghe per avviare l’iter prima.