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ALESSANDRIA – Centraline di rilevamento del Pm10 in ogni casa. Questa la campagna che l’associazione Maldaria vuole portare avanti anche in questo 2020 dopo i primi concreti passi fatti nell’anno passato. Perché gli alti livelli di polveri sottili che ogni anno soffocano – specialmente in inverno – la città di Alessandria non possono e non devono passare sotto traccia. “Stiamo realizzando una campagna di sensibilizzazione e per chi ne avesse le possibilità con una donazione di 50 euro è possibile acquistare una stazione di rilevamento che verrà installata nella propria abitazione“, spiega Riccardo Barena di Maldaria.

Questo, ed è la cosa importante, permetterà di avere dati con una completezza maggiore rispetto al passato che poi si tradurrebbero nella possibilità di monitorare la qualità dell’aria incrociando vari risultati”, prosegue Barena. Il gruppo, una volta analizzati i numeri, cercherà di interloquire con le “amministrazioni e portare suggerimenti su come provare ad abbassare l’inquinamento cittadino. La volontà è quella di chiedere di prendere atto della mole di dati forniti per attuare un cambiamento netto nella salvaguardia della salute dei cittadini“. I dati saranno così messi a disposizione, oltre che del Comune, anche di Arpa e dell’Asl.

Tre saranno invece i passi per portare avanti questo progetto. Il primo è già stato mosso ed è quello di Maldaria “che mette a disposizione una rete di informazioni sulle polveri sottili mai vista prima, mentre l’ultimo sarà delle amministrazioni che governano la città e a cui spetta trovare i modi per regalare nei limiti delle possibilità ai cittadini un’aria il più salubre possibile“. In mezzo ci deve essere la volontà “della popolazione. Sono gli alessandrini, in questo caso, a dover modificare le loro abitudini scegliendo in completa serenità se è necessario utilizzare sempre la macchina o la si può lasciare parcheggiata sotto casa“.

La speranza è che l’iniziativa intrapresa nel 2019 diventi una campagna civica permanente “nella speranza di avere una mappatura di Alessandria capillare per poi riuscire ad avere una mole tale di dati e cercare di capire così come si comportano le polveri sottili e quali sono le zone più inquinate“. Il senso è proprio di trovare le aree dove l’inquinamento “staziona maggiormente per poi pensare ad azioni mirate per provare a ridurre l’inquinamento in collaborazione con l’amministrazione“.

Le centraline che verranno installate nelle case, grazie a un sensore, sono in grado di rilevare i livelli di Pm10, la temperatura e l’umidità dell’aria. A questo si aggiunge un processore in grado di inviare le rilevazioni a una banca dati online che li archivia rendendoli poi usufruibili per studi comparativi. In automatico il server già genera una mappa online per l’Italia della quantità di polveri sottili in tempo reale e in base a dove sono state installate le stazioni. Per un loro corretto funzionamento devono essere posizionate all’esterno dell’abitazione (balconi o tetti), la possibilità di allacciarla alla rete elettrica e un collegamento wi-fi.