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ALESSANDRIA – Il caldo anomalo di questi mesi e l’assenza prolungata di pioggia rischiano di presentare un conto salato alla provincia di Alessandria. Se le condizioni meteo non dovessero cambiare presto il territorio dovrà fare i conti con un periodo di siccità fuori stagione. Il dato emerge da un monitoraggio effettuato dalla Coldiretti sugli effetti dell’andamento climatico anomalo del 2020.

Ad oggi stiamo attraversando l’anno più caldo di sempre facendo registrare una temperatura sulla superficie della terra e degli oceani superiore di 1,14 gradi rispetto alla media del ventesimo secolo. Questo ha fatto si che sui banchi degli agrimercati arrivassero con oltre un mese di anticipo le primizie. “Nonostante il momento di forte criticità causato dalla diffusione del coronavirus non possiamo ignorare le ripercussioni causate dal caldo anomalo e dalla mancanza di pioggia“, spiega Mauro Bianco, il presidente di Coldiretti Alessandria. Pronto a lanciare l’allarme “per i terreni secchi seminati a cereali che rischiano di non far germogliare ed irrobustire a dovere le piantine che, in caso di repentino abbassamento delle temperature potrebbero gelare o essere spazzate via in caso di piogge violente“.

L’andamento climatico di questo 2020 ha portato a una riduzione della produzione agricola pari all’1,3%. Il calo sale al 2,4% per i prodotti vegetali con punte del -12% per il vino. “Percentuali che in provincia di Alessandria si sono tradotte con il 40% di semine non effettuate e raccolti tagliati a causa del maltempo prolungato dei mesi scorsi che ha compromesso le tradizionali semine autunnali come quelle del frumento tenero, loietto, triticale, grano duro e colza“, conclude invece Roberto Rampazzo, Direttore Coldiretti.

Le temperature di questi giorni hanno anche svegliato in anticipo di almeno un mese anche i 24.981 alveari presenti sul territorio alessandrino. In caso di gelate dei fiori, però, le api rischiano di soccombere per carenza di cibo.