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NOVI LIGURE – Si chiama Telefono Amico ed è un servizio di ascolto telefonico, gestito da un pool di psicologi alessandrini e tre di Torino, rivolto a chi sta vivendo con difficoltà la quarantena e la situazione emergenziale legata al coronavirus. “Il progetto nasce con l’intento di fornire consulenze individuali a carattere gratuito. Una sorta di servizio di solidarietà in un momento difficile per tutti e ricco di tanti sentimenti e altrettante emozioni che, a causa della quarantena, a volte non riescono a essere metabolizzate, a uscire o anche solo a trovare la giusta valvola di sfogo“. A spiegarcelo è David Barbaglia, uno degli psicologi promotori di questa iniziativa.

Insieme a lui lavorano altri 16 professionisti dell’ambito – Cristina Lisino, Luca Corbetta, Carlotta Perucca, Lucia Esposito, Cristina Bersano, Gloria Tosi, Weleda Bonelli, Maddalena Simeoli, Giulia Bondone, Angelica Rizzo Scaccia, Michela Occhi, Francesca Borasio, Irene Lumina, Carlo Gatti, Francesca De Luca, Marcella Bruno – chiamati a coprire dal lunedì al sabato turni dalle 10 alle 19 con punte a volte sino alle 20. L’intero progetto dello Sportello Connessioni è in collaborazione con Enti e Amministrazioni locali e copre il territorio del novese e tortonese.

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Si tratta comunque di un servizio gratuito rivolto a tutti i cittadini oltre che agli operatori sanitari. Questo perché le ansie e le paure legate al coronavirus colpiscono, seppur in maniera diversa, tanto chi da oltre un mese è costretto a vivere chiuso in casa, quanto chi esce ogni giorno per fare il suo lavoro negli ospedali, nelle cliniche o sulle ambulanze“, sottolinea Barbaglia. A oggi l’attività vede una presenza altalenante da parte degli utenti con giorni “dove si verificano anche 15 o 20 chiamate e altri dove sono nettamente inferiori“. Ma questo è tipico di un servizio telefonico, accessibile anche in videochiamata, come può essere quello del Telefono Amico.

Anche noi come psicologi ci siamo interrogati molto sulla sua funzionalità. Alla fine c’è una piccola barriera tra il professionista e l’utente. Questa barriera viene rappresentata dalla tecnologia, o meglio dal nostro smartphone. A volte può essere positiva poiché permette in un anonimato visivo – per chi non accede alla videochiamata – di sfogarsi e mettere sul piatto i propri problemi, dall’altro può mettere un po’ di soggezione“. Chi ha avuto accesso a questo tipo di servizio “si è comunque sentito aiutato“. Il Telefono Amico andrà avanti sino a fine emergenza sanitaria.

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