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MONCALVO – Il Monferrato e il territorio astigiano danno il benvenuto alla delegazione di Patti, ridente cittadina in provincia di Messina, al centro dell’omonimo golfo che va da capo Milazzo a capo Calavà. La Fiera Nazionale del Tartufo di Moncalvo costituisce l’occasione ideale per l’accoglienza, nel cuore della stagione autunnale monferrina, della delegazione proveniente dalla Città di Patti, in provincia di Messina, località con la quale Moncalvo ha siglato un protocollo d’intesa per attivare collaborazioni nell’ambito di un gemellaggio fra i due municipi.

A legare le due località vi è, innanzitutto, il comune passato aleramico: nel Basso Medioevo, infatti, grandi migrazioni, partendo dal Monferrato, giunsero in Sicilia. L’area maggiormente interessata da questo fenomeno storico-sociale fu quella messinese e l’immediato entroterra.

La più importante figura di questo flusso migratorio – dalle terre piemontesi verso la Trinacria – fu Adelasia del Vasto, Gran Contessa di Sicilia, nonché bisnonna di Federico II di Svevia, le cui spoglie mortali riposano proprio nella Cattedrale di Patti.

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A poco più di un mese dalla visita della rappresentanza moncalvese a Patti, sabato 17 ottobre – giorno che precede la prima domenica di Fiera a Moncalvo,  la città monferrina accoglierà la delegazione pattese composta da alcuni membri dell’amministrazione comunale e da produttori e artigiani che il giorno successivo, domenica 18, presenteranno i loro prodotti tipici in un’apposita area espositiva della Fiera, allestita in piazza Carlo Alberto.

La delegazione si fermerà a Moncalvo tre giorni per conoscere in maniera più approfondita il centro astigiano, luogo di spicco nella storia aleramica del Monferrato.

Sabato alle 17,30, presso il Teatro Comunale di piazza Garibaldi, con accessi regolati e nel pieno rispetto delle normative di sicurezza anti-contagio, vi sarà un incontro pubblico in cui saranno presentati e illustrati i legami che avvicinano le due città, con il coinvolgimento del mondo culturale e produttivo.

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L’incontro rappresenterà l’occasione per approfondire, alla presenza delle autorità moncalvesi e pattesi, le ragioni del percorso intrapreso e gli obiettivi individuati e perseguiti, compiendo anche un omaggio all’opera di Roberto Maestri, pioniere nello studio e nella ricerca storica legata agli “Aleramici di Sicilia”, titolo dell’opera di Maestri di cui si parlerà con la presidente del Circolo culturale “I Marchesi del Monferrato”, Emiliana Conti, al fine di narrare la storia di una “emigrazione dimenticata”.

«La migrazione degli Aleramici e dei Lombardi in Sicilia – si legge nella presentazione dell’opera – proseguì almeno fino al Trecento, in un’epoca che vide la Sicilia interessata dalla dominazione di diverse dinastie: Arabi, Normanni, Svevi, Angioini e Aragonesi. Si trattò di una migrazione “pacifica” che interessò, principalmente: nobili in cerca di affermazione, commercianti, allevatori, contadini e avventurieri. La consistente presenza Aleramica nell’isola ha prodotto una contaminazione anche in ambito linguistico, ancora presente ai nostri giorni: la lingua Galloitalica».

A due anni dalla scomparsa, sarà dunque reso onore al lungo lavoro di Roberto Maestri, storico, saggista, fondatore e presidente del Circolo culturale “I Marchesi del Monferrato”. 

Infine, tra proiezioni di video e immagini che trasformeranno il palcoscenico del Teatro in un salotto, con ospiti e curiosità, il pubblico presente in sala potrà scoprire nel dettaglio le due comunità e il loro leggendario passato aleramico. Vi sarà, poi, anche una “passerella golosa”, con le eccellenze dei produttori pattesi presenti a Moncalvo in occasione della prima domenica della 66esima edizione della Fiera.

Eccellenze che rappresentano una novità nella Fiera 2020, la quale, fregiandosi della qualifica “nazionale”, dovrà – per l’appunto – valorizzare le prelibatezze enogastronomiche su scala italiana. Esse saranno presenti, insieme a tutti gli altri prodotti della Fiera, il giorno seguente, “dall’alba al tramonto”, e potranno essere degustate e acquistate nel rispetto delle normative di sicurezza e di prevenzione sanitaria.

Ecco alcuni esempi di produzioni pattesi: olio, conserve, paste e farine tipiche, formaggi, pistacchio, salumi dei Nebrodi e altre meraviglie in grado di soddisfare qualsiasi tipo di palato, anche quelli più sopraffini. La presenza dell’area espositiva dei prodotti tipici pattesi rappresenta il primo atto dei numerosi intenti economici e commerciali che trasformeranno il gemellaggio in un’opportunità particolarmente interessante per le aziende, per gli operatori turistici e per gli abitanti stessi. A tal proposito, il gemellaggio vede, in prima linea, Moncalvo ma estenderà, in futuro, le opportunità di contatto all’intera area monferrina, i cui abitanti potranno prender parte alle iniziative poste in essere.

“Siamo felici di ospitare gli amici pattesi durante la Fiera del Tartufo di Moncalvo – commenta il primo cittadino, Orecchia. “È un’occasione perfetta per iniziare a vedere subito i frutti della nostra partnership”.

“A poco più di un mese dal nostro ritorno da Patti i nostri gemelli sono già qui tra le colline del Monferrato – spiega l’Assessore alla Cultura, Giroldo. “In questi giorni inizieremo concretamente a realizzare il protocollo d’intesa che abbiamo firmato, cultura e crescita economica che si rafforzano vicendevolmente”.