Autore Redazione
martedì
27 Ottobre 2020
19:40
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Cronaca - Alessandria

Conte sul Decreto Ristori: “Un aiuto concreto per aziende e lavoratori in difficoltà”

Conte sul Decreto Ristori: “Un aiuto concreto per aziende e lavoratori in difficoltà”

ROMA – Oggi il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto Ristori, una serie di provvedimenti per aiutare le aziende duramente colpite dai provvedimenti per contrastare la diffusione del Covid-19. A spiegare il Decreto è stato, nel corso di una conferenza stampa, il premier Giuseppe Conte. “Abbiamo appena varato il decreto ristori, che vale complessivamente oltre 5 miliardi che saranno usati per dare risorse immediate a beneficio delle categorie penalizzate dall’ultimo Cdm. Io ho firmato il Dpcm, all’una di notte circa, solo quando siamo stati sicuri che queste risorse c’erano“, ha detto il presidente del Consiglio. I ristori a fondo perduto “arriveranno sul conto con bonifico dell’agenzia delle entrate, è il modo più efficace, confidiamo che a metà novembre chi ha aderito alla prima edizione potrà riceverlo, subito dopo anche gli altri“.

“Se rispettiamo queste misure abbiamo buone possibilità di affrontare dicembre con una certa serenità, senza un sistema sanitario sotto stress. In caso contrario ci troveremo di fronte alla necessità di un lockdown, dobbiamo scongiurarlo”, ha aggiunto il premier. “Le nostre scelte possono essere legittimamente criticate, siamo in democrazia. Ma voglio dire che non abbiamo compiuto scelte indiscriminate. Per evitare che la curva ci sfugga è indispensabile ridurre le principali occasioni di socialità. Solo in questo modo possiamo decongestionare i mezzi pubblici, evitare gli assembramenti, alleggerire il sistema dei tracciamenti“. Conte ha proseguito spiegando: “Stiamo incontrando le categorie, ne sta venendo fuori un dialogo aperto e un approccio costruttivo. Non ci sfuggono i sacrifici e le difficoltà che sono chiamate ancora una volta a sostenere. Se rispetteremo le misure abbiamo buone speranze di affrontare dicembre con una buona serenità. Non abbiamo chiuso attività che ritenevamo meno importanti di altre, non ci sono attività di serie A e di serie B“.

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