Il nuovo stop alla stagione sciistica mette in crisi anche Caldirola

PROVINCIA DI ALESSANDRIA – Con il prolungamento della chiusura degli impianti sciistici a causa della situazione pandemica legata al Covid-19, un intero settore risulta essere sempre più in difficoltà. Il turismo invernale infatti ha un valore stimato nel nostro Paese, prima dell’emergenza sanitaria, tra i 10 e i 12 miliardi di euro all’anno tra diretto, indotto e filiera. La riapertura degli impianti sciistici era attesa da 3,5 milioni di italiani e in Piemonte si erano ormai preparati i 49 comprensori sciistici, i 266 impianti di risalita per un totale di 1.243 km di piste. Tra questi anche quelli della località sciistica storica di Caldirola, situata nell’Alta Val Curone. Si tratta dell’unico centro di villeggiatura attrezzato per sport invernali della provincia di Alessandria.

Una batosta non da poco che si va ad aggiungere agli effetti non solo sulle piste ma anche sull’intero indotto delle vacanze in montagna, dall’alloggio alla ristorazione, dagli agriturismi ai rifugi che, dallo stop al turismo sulla neve, hanno subito un calo di fatturato fino al 90%“, hanno commentano il Presidente e il Direttore Coldiretti Alessandria Mauro Bianco e Roberto Rampazzo. Che poi hanno aggiunto: “Proprio dal turismo invernale dipende buona parte della sopravvivenza delle strutture agricole che con le attività di allevamento e coltivazione svolgono un ruolo fondamentale per il presidio del territorio contro il dissesto idrogeologico, l’abbandono e lo spopolamento. Con le presenze praticamente azzerate nel momento più importante della stagione, si guardava con speranza all’ultimo scorcio, seppur con il pesante limite allo spostamento tra regioni ma le aspettative sono andate all’ultimo momento deluse”.

Foto Facebook di Pro Loco Caldirola

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