La storia di Giovanna: “Da mesi pago l’affitto di una casa popolare con la caldaia rotta”. Atc rimedia
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ALESSANDRIA – I lettori di RadioGold.it l’avevano già conosciuta nel 2016, quando era purtroppo costretta a vivere in un’auto in piazza d’Armi, ad Alessandria. A distanza di qualche anno, la signora Giovanna Mazzù ha contattato la nostra redazione per un problema che, purtroppo, la affligge da qualche mese. Da qualche tempo la 66enne vive in via Ghilini, in una casa di proprietà della Diocesi e gestita da Caritas, insieme alla Cooperativa Coompany, una sistemazione temporanea, in attesa di trasferirsi in una casa popolare, in una sistemazione finalmente stabile. La scorsa estate, intorno a giugno 2020, sembrava essere arrivata la tanto agognata svolta: alla signora Giovanna era stato assegnato un appartamento in via Oberdan 50 (vedi foto in basso). Purtroppo, però, da allora il trasferimento non si è ancora concretizzato, a causa della caldaia non funzionante. Nel frattempo la signora ha comunque cominciato a pagare le bollette e l’affitto dell’appartamento, nonostante ancora abiti in via Ghilini.

“Ormai ho fatto gli scatoloni da tempo” ha raccontato a Radio Gold la signora Giovanna, sospesa in una sorta di limbo vivo come una accampata e non è semplice andare avanti con solo 500 euro al mese”. Dopo la segnalazione della nostra redazione all’Agenzia Territoriale per la Casa Piemonte Sud, però, la situazione sembra per fortuna essersi sbloccata.Per prima cosa mi scuso con la signora Giovanna. Intorno alla metà di marzo la signora potrà entrare nella sua casa, in via Oberdan” ha assicurato il presidente Paolo Caviglia che, ai nostri microfoni, ha ricostruito l’accaduto. “Il problema della caldaia si conosceva da giungo ma, essendo estate, non è stato inserito tra quelli prioritari da risolvere. Purtroppo sono veramente tanti gli interventi di manutenzione e riparazione ai quali dobbiamo far fronte. Alla fine dell’estate la ditta che avrebbe dovuto provvedere ai lavori ha dovuto far fronte a un’altra serie di interventi urgenti che, purtroppo, si sono colpevolmente accumulati. La seconda ondata del covid, con tutte le conseguenze in negativo rispetto all’organizzazione, ha fatto purtroppo il resto. C’è stato anche un calo del personale disponibile. Il caso della signora Giovanna, inoltre, non era stato inserito tra i reclami ufficiali. Dall’inizio del 2021, però, abbiamo incaricato un’altra ditta a supporto della prima per accelerare tutti i lavori. Non voglio però negare questa negligenza che, purtroppo, si è verificata, ma non è semplice gestire un patrimonio di 15 mila alloggio con pochi fondi a disposizione. Occorre però fare il possibile per avere risposte più celeri e ci impegniamo a farlo”. 

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