Visite ginecologiche a pagamento al consultorio famigliare: “Attacco alle donne e alla sanità pubblica”
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CASALE MONFERRATO – Una vera politica in favore delle donne si misura anche nei servizi che tengano conto davvero delle loro esigenze. Per questo motivo l’impossibilità di usufruire delle visite ginecologiche sia di prevenzione che di cura da parte del Consultorio Famigliare senza impegnativa del medico curante e senza pagamento del ticket ha sorpreso una lunga serie di associazioni che non accetta questa novità e intende farsi sentire.

La decisione è figlia di una determina dirigenziale della Regione resa operativa dall’Asl AL dal primo ottobre. Un atto che “snatura lo spirito e i principi fondanti del Consultorio Famigliare, in cui la salute della donna in tutte le sue sfaccettature era indivisibile. Oggi per gravidanza, contraccezione, IVG, continua ad esserci il libero accesso mentre per i controlli ginecologici l’accesso diventa a pagamento e burocratizzato con l’impegnativa del medico curante, con prenotazione al CUP regionale e pagamento ticket. In questo modo si perde la continuità del medico specialista, della sede, e non è più la donna a decidere di effettuare un controllo ginecologico. Non da ultimo, si aggrava il lavoro dei medici di famiglia, che in periodo di pandemia sono molto oberati e costretti a ricevere su prenotazione“.

Questo scenario determina, secondo le associazioni, “un peggioramento delle risposte ai bisogni di salute della popolazione femminile con una grande discriminazione tra le varie problematiche delle donne. Quanto sta accadendo rappresenta una grande ingiustizia” ed è il motivo per cui Donne Insieme, Associazione Mammeincerchio, Penelope APS, Coop Senape, Associazione Paolo Ferraris, Associazione CasaleBeneComune, Legambiente Casale, Partito Democratico Casale Monferrato, Avis Casale, Articolo Uno, CGIL Casale Monferrato, UIL Casale Monferrato, Collettivo Teatrale C.E.T. hanno chiesto ad Asl ed Enti locali, “di agire per rimuovere questa discriminante che pare essere la scelta di un dirigente/funzionario pubblico“.

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La gratuità di accesso alle visite ginecologiche “rappresentava, e rappresenta tuttora, il punto massimo di autodeterminazione della donna“.

Per contestare questo “attacco alla sanità pubblicasabato 27 novembre è stato organizzato “un primo momento di mobilitazionedalle 16 in Piazza Mazzini a Casale Monferrato. Si sommerà alla manifestazione organizzata da Donne Insieme per la lotta alla violenza sulle donne. Verrà anche organizzata una raccolta firme per fare in modo che il Consultorio continui a dare “gratuitamente tutti i servizi che sono sempre stati di qualità nella nostra città dal 1978 ad oggi. Ne auspichiamo – continuano le associazioni – il potenziamento, non l’impoverimento che il nuovo corso prospetta“.