Solvay su analisi acque sotterranee: “Valori tra i più bassi delle ultime serie storiche”

ALESSANDRIA – L’esito del consueto e previsto monitoraggio delle acque sotterranee compiuto da Arpa Piemonte e diffuso nei giorni scorsi è un percorso che rientra nei monitoraggi svolti con cadenza trimestrale da Solvay in accordo e collaborazione con gli Enti. Lo precisa la stessa azienda ricordando che “l’utilizzo dei PFAS nel polo chimico di Spinetta Marengo risale agli anni ’60” e che “si tratta di una situazione nota e costantemente monitorata dagli Enti. Proprio questa collaborazione, puntualizza Solvay, ha indotto ad aumentare nel tempo e in modo significativo i punti di campionamento.

adv-163

Le ultime analisi, specifica inoltre la multinazionale segnalano ilmiglioramento generale della situazione che, nelle aree a valle del sito industriale, raggiungono complessivamente nelle ultime campagne i valori tra i più bassi delle serie storiche esistenti. In particolare, per quanto riguarda il C6O4 (assente a livello intermedio dell’acquifero), i dati confermano che la barriera idraulica, recentemente potenziata fino alla portata di 570mc/h (equivalenti a 6 piscine olimpioniche al giorno), è in piena efficienza. Le concentrazioni (pochissimi microgrammi/litro ovvero nell’ordine di un milionesimo di grammo per litro di acqua) rilevate nella campagna di giugno-luglio, sono il residuo di quanto riscontrato a seguito dell’evento di precipitazione imprevedibile e di carattere eccezionale del 2019 il quale ha avuto effetto limitato e transitorio grazie proprio alla tenuta della barriera che ha recuperato in breve tempo la piena efficienza interrompendo il flusso della contaminazione verso valle“.

Solvay infine ha concluso ribadendo che pur non essendo responsabile dell’inquinamento storico, a titolo volontario, in coordinamento e collaborazione con gli Enti, ha già presentato il piano di caratterizzazione per verificare lo stato qualitativo della falda acquifera e dei terreni all’esterno al polo chimico di Spinetta Marengo“.