Smantellata banda dello spaccio nei boschi dell’A7, al centro anche di un servizio delle Iene

TORTONA – Sono 12 le persone complessivamente arrestate dai Carabinieri della Compagnia di Tortona nell’ambito della complessa attività di indagine che ha permesso di bloccare una fiorente attività di spaccio tra i boschi lungo la A7. Le continue cessioni di droga tra gli alberi e la fitta vegetazione lungo il tratto autostradale tra i comuni Castelnuovo Scrivia, Molino dei Torti e Casei Gerola erano state riprese a fine 2019 anche dalle telecamere delle Iene.

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Proprio nel servizio della popolare trasmissione i Carabinieri delle Compagnia di Tortona hanno riconosciuto il principale indagato dell’operazione rinominata “Taxi Drive”. Il cittadino marocchino, arrestato nelle ultime settimane insieme a tre connazionali e a un italiano in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare, è ritenuto il capo del gruppo che tutti i giorni si muoveva dall’hinterland milanese, anche a bordo di taxi, e si appostava tra i boschi lungo la A7 per spacciare cocaina, eroina e hashish ai clienti, in media dai 15 ai 20 al giorno.

Sono state 220 le cessioni accertate dai Carabinieri della Compagnia di Tortona nella seconda parte dell’indagine, partita a gennaio 2020 dopo un incidente stradale mortale avvenuto a Sale. Proprio l’attenta perquisizione dell’auto da parte dei militari della Stazione di Sale aveva permesso di sequestrare le prime quantità di droga e fatto partire gli accertamenti per rintracciare l’uomo fuggito dal luogo dell’incidente in cui aveva perso la vita un cittadino marocchino di 27 anni. Le successive indagini svolte anche dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Tortona, coordinati dalla Procura di Alessandria, avevano poi fatto scattare i primi sette arresti in flagranza tra luglio e agosto 2020. L’indagine, però, non si è fermata e grazie alle prove raccolte anche grazie all’attenta analisi dei tabulati dei “telefoni dello spaccio“, sono scattate le ordinanze di custodia cautelare per cinque persone, tre uomini di origine marocchina di 30, 27 e 24 anni e una connazionale di 28 anni, sottoposta ai domiciliari con braccialetto elettronico, e un italiano di 34 anni. 

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