Evasione dal carcere di Vercelli, uomo riesce a fuggire: aveva rapinato alcune ville nel Casalese

AGGIORNAMENTO ORE 15.40: ecco chi è detenuto riuscito a fuggire dal carcere di Vercelli. 

VERCELLI – Doppia evasione questa notte al carcere di Vercelli. Due uomini di origine albanese si sono calati dalla cella e poi, una volta nel perimetro interno del carcere, si sono arrampicati sul muro di cinta. Aiutati da un complice che ha lanciato loro delle corde, si sono calati dal muro. Uno dei due è caduto, rompendosi un braccio, ed è stato bloccato dagli Agenti mentre l’altro è riuscito a fuggire con l’aiuto proprio del complice.

Entrambi stavano scontando una condanna fino al 2029 perché responsabili di alcune rapine nelle ville del Casalese e Vercellese. La notizia è stata riferita dal Sappe, il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria.

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“Una evasione annunciata” ha sottolineato il segretario generale Donato Capece “adesso è prioritario catturare l’evaso ma la grave vicenda porta alla luce le priorità della sicurezza (spesso trascurate) con cui quotidianamente hanno a che fare le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria di Vercelli. In svariate occasioni, il nostro sindacato ha rappresentato e manifestato a gran voce la grave carenza di personale di Polizia Penitenziaria in servizio presso l’Istituto di Vercelli e soprattutto l’inadeguatezza del muro di cinta, inagibile da anni. Vergognoso!”

“Questa di Vercelli è una evasione annunciata, frutto della superficialità con cui sono state trattate e gestite le molte denunce fatte dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria sulle condizioni di sicurezza dell’istituto. Se fossero state ascoltate le continue denunce del SAPPE, probabilmente tutti gli eventi critici denunciati e questa stessa evasione non sarebbe avvenuta. E la cosa grave è che questi numeri si sono concretizzati proprio quando sempre più carceri hanno introdotto la vigilanza dinamica e il regime penitenziario ‘aperto’, ossia con i detenuti più ore al giorno liberi di girare per le Sezioni detentive con controlli sporadici ed occasionali della Polizia Penitenziaria. Il SAPPE denuncia da tempo che la sicurezza interna delle carceri è stata annientata da provvedimenti scellerati, come la vigilanza dinamica e il regime aperto, l’aver tolto le sentinelle della Polizia Penitenziaria di sorveglianza dalle mura di cinta delle carceri, la mancanza in organico di poliziotti penitenziari, il mancato finanziamento per i servizi anti intrusione e anti scavalcamento e, come dimostra la vergogna del muro di cinta del carcere di Vercelli che è inagibile da anni nell’indifferenza dei vertici ministeriali e dipartimentali nonostante le nostre denunce. La verità è che i vertici del Ministero della Giustizia e dell’Amministrazione Penitenziaria hanno smantellato le politiche di sicurezza delle carceri preferendo una vigilanza dinamica e il regime penitenziario aperto, con detenuti fuori dalle celle per almeno 8 ore al giorno con controlli sporadici e occasionali”.

“Sono già in corso le operazioni di polizia per assicurare la cattura dell’evaso, che spero venga preso quanto prima. Questa evasione è la conseguenza dello smantellamento delle politiche di sicurezza dei penitenziari e delle carenze di organico della Polizia Penitenziaria, che ha 7 mila agenti in meno”, conclude Capece. “Smembrare la sicurezza interna delle carceri con vigilanza dinamica, regime aperto ed assenza di Polizia Penitenziaria favorisce inevitabilmente gli eventi critici, che sono costanti e continui”.

Foto di repertorio