Nuove limitazioni contro la peste suina. Lantero: “Duro colpo per tutto il settore turistico di Ovada”

OVADA – Le nuove disposizioni del Ministero della Salute per limitare il rischio di diffusione della peste suina africana sferrano unduro colpo” anche alle attività del settore del turismo nei 114 comuni della provincia di Alessandria e della Liguria già interessati nei giorni scorsi dal divieto di caccia, e già in difficoltà per l’emergenza sanitaria.

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Il sindaco di Ovada, Paolo Lantero, non nasconde la sua preoccupazione rispetto alle possibili ricadute dell’ordinanza che per sei mesi stoppa anche la raccolta di funghi e tartufi, la pesca, il trekking, la mountain bike e, in generale, oggi attività a rischio contatto con la fauna selvatica nei territori inseriti nella zona infetta, istituita dopo i casi riscontati nelle carcasse di alcuni cinghiali.

La peste suina non si trasmette all’uomo, ha ricordato il primo cittadino, ma la presenza dell’uomo nei boschi potrebbe spaventare gli animali e spingerli fuori dalla zona infetta, diffondendo poi il contagio. Questa la motivazione del provvedimento che, di fatto, blocca le attività outdoor su cui punta e ha investito Ovada per promuovere il suo territorio sotto il profilo turistico.

“L’ordinanza va ovviamente rispettata ma localmente avremo un danno”, ha sottolineato il primo cittadino di Ovada. Il sindaco, ha spiegato, studierà nel dettaglio il testo del provvedimento e affronterà anche questa emergenza “con responsabilità e pazienza”. Il primo cittadino cercherà anche un confronto con gli Enti superiori “per le necessarie azioni di aiuto alle attività colpite da queste scelte”.