In Piemonte la scarsità di piogge ha portato a un deficit idrico del 75% in pianura

ALESSANDRIA – Dopo un inverno 2021-2022 eccezionalmente secco, anche l’inizio di questa primavera si sta dimostrando piuttosto avaro di precipitazioni. Nel 2022, secondo i dati diffusi da Arpa, il Piemonte ha visto cadere appena 90 millimetri medi di pioggia e neve, ovvero 180 in meno rispetto i 270 millimetri che solitamente cadono in questa stagione. Si tratta di un deficit quantificabile in circa il 67% rispetto alla norma climatica degli ultimi 30 anni.

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Tra il mese di marzo e quello di aprile in Piemonte si sono osservate solo 12 giornate piovose contro una norma nel trentennio 1991-2020 di 22 giornate. Anche quando dal cielo sono cadute le tanto agognate gocce, queste sono state insufficienti per migliorare la situazione idrica della Regione. Il deficit idrico registrato nel mese di aprile varia tra il 35% sulle Alpi fino al 75% sulle pianure con punte più negative tra le provincie di Torino, Cuneo e Asti. Restano al contrario nella norma le temperature con minime lievemente fredde e massime appena al di sopra della media.

Se puntiamo il focus sui corsi d’acqua Apra sottolinea che “l’unico evento significativo degli ultimi giorni del mese non è bastato a risollevare una situazione particolarmente critica sui corsi d’acqua sui quali, tra l’altro, proprio ad aprile iniziano ad insistere le derivazioni irrigue. Infatti, le portate dei corsi d’acqua del reticolo idrografico principale e secondario della Regione continuano a presentare ovunque rilevanti scostamenti negativi, rispetto alla media storica di riferimento“. Su alcuni bacini meridionali come la Bormida e sudoccidentali quali Pellice, Maira e Varaita si è raggiunto e superato il -90%, ma anche nel settore settentrionale la situazione è decisamente critica, con deficit che raggiungono il -80% sul Sesia. Lungo l’asta del Po aumenta ancora, rispetto ai tre mesi passati, “lo scarto tra i valori osservati e quelli di riferimento, con deficit superiori al -80% alla sezione di chiusura del bacino piemontese. La figura seguente riporta un aggiornamento allo stato attuale delle portate in alcune stazioni idrometriche a monte dei punti di prelievo irriguo, nella quali, quindi, si misura un deflusso che rappresenta la disponibilità naturale, e sull’asta principale del Po“.