La Giornata internazionale dei musei e quelli da visitare in provincia di Alessandria

PROVINCIA DI ALESSANDRIA – Dal 1977, ogni 18 maggio, si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale dei musei. In occasione dell’Icom day 2022, la giornata internazionale dei musei è stata dedicata al potere dei musei che devono essere visti con l’obiettivo centrale di una cultura in grado di trasformare il mondo intorno a sé.

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In questo senso Alessandria ha una storia importante legata al mondo museale. Il comune ha aderito all’offerta nazionale di proporre ai cittadini i musei al prezzo simbolico di 1 euro in occasione di questa giornata. Uno dei più visitati è il Museo civico di palazzo Cuttica, il percorso museale propone una selezione di opere e oggetti d’arte provenienti in prevalenza dall’area alessandrina. Nelle prime sale sono esposte collezioni archeologiche di età preromana e romana, di recente acquisizione. Nelle sale successive sono esposte opere dedicate a Napoleone Bonaparte e alla battaglia di Marengo.

Un altro museo di grande importanza è il Museo etnografico della Gambarina “C’era una volta”. È collocato all’interno di una caserma risalente al 1700 detta “Gambarina vecchia” di proprietà del Comune. L’area espositiva si articola su due piani e misura circa 1600 metri quadrati. Una particolare sezione è dedicata alle due guerre mondiali con oggetti, armi e suppellettili provenienti in larga misura dalla guerra del 1915-18. Completano il settore etnografico una vasta collezione di bambole e giocattoli di varie epoche e le vetrine che espongono oggetti di Alessandria, quale città produttiva nell’arco di un secolo.

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Un terzo museo per cui si ricorda la provincia di Alessandria è il Marengo Museum: il 14 giugno 1800 Napoleone Bonaparte vinse proprio nella zona della Fraschetta una delle sue più importanti battaglie. Il Museo, sorto in quella che viene comunemente chiamata Villa di Napoleone, intende raccontare la storia della campagna d’Italia del 1800 e della battaglia di Marengo analizzando le cause, gli sviluppi e le conseguenze nella convinzione che la vittoria di Bonaparte abbia costituito un elemento importante nella successiva storia europea. Per quanto riguarda il settore scientifico, il Teatro delle Scienze di Alessandria è un moderno allestimento che comprende il museo di Scienze Naturali e il Planetario con laboratorio di astronomia. Percorrendo la sala naturalistica, oltre ad ammirare esemplari di farfalle provenienti da tutto il mondo, è possibile osservare un modello in scala che ricostruisce l’ambiente fluviale del territorio alessandrino.

Poi c’è l’AcdB (Alessandria città delle biciclette) che racconta la storia della prima bicicletta giunta in Italia nel 1867, per merito dell’eclettico birraio alessandrino Carlo Michel, l’allora presidente della Camera di Commercio di Alessandria. Il museo è anche un invito a viaggiare, scoprendo e percorrendo un territorio forte di diversi musei dedicati alla storia del ciclismo. Come non citare, sempre in città, le Sale d’Arte aperte al pubblico nei locali ristrutturati già sede, fin dalla seconda metà dell’Ottocento, del Museo, della Pinacoteca civica e della Biblioteca ed ospitano una rassegna delle più importanti opere e oggetti d’arte appartenenti alle collezioni alessandrine.

Nel cuore di Tortona, a due passi dal Duomo della città, si trova la Pinacoteca del Divisionismo, dedicata all’omonima corrente artistica. Il museo possiede una collezione assai ricca e incantevole che si articola in un lungo percorso permanente tra i più belli dedicati al movimento. Non mancano le opere dedicate a Pelizza da Volpedo, in molte delle quali si possono riconoscere scenari tipici dei paesaggi locali.

Per quanto riguarda Novi Ligure è presente per lo sport il Museo dei Campionissimi, dedicato al ciclismo e in particolare a Fausto Coppi e Costante Girardengo, che hanno vissuto gran parte della loro vita nella cittadina. Nelle ampie sale trova spazio un’ideale storia della Milano-Sanremo attraverso immagini e pagine dei giornali. Casale Monferrato offre invece il Museo civico e la Gipsoteca Bistolfi: il percorso di visita si articola in diciotto sale, la collezione si è costituita attraverso donazioni, acquisizioni e depositi a partire dalla seconda metà dell’ottocento. Per concludere Acqui Terme presenta il Museo archeologico, nel castello dei Paleologi, nome della dinastia che mantenne per secoli il dominio sul Monferrato. Nella sala principale si trova la ricostruzione dell’antica Fontana della Bollente.