Crisi Terme di Acqui, sindacati: “Azienda ha ribadito la chiusura definitiva del Grand Hotel”
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ACQUI TERME – Si è svolto oggi il secondo incontro con Terme di Acqui spa in sede regionale. Come hanno rimarcato i sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uilgrazie alle proposte messe in campo dalla stessa Regione ed esposte dall’Assessore Chiorino, è evidente che l’Azienda ha la possibilità di un piano di rilancio sia delle attività medico-curative che turistiche attraverso un sostegno attivo finalizzato alla piena ripresa del comparto. In questo scenario come Organizzazioni Sindacali abbiamo ribadito che è fondamentale la salvaguardia dei posti di lavoro, traghettando l’Azienda e i lavoratori in quello che è stato da tutte le parti definito un periodo ponte. Si vorrebbe arrivare ad attività continuative nel tempo che possano garantire il lavoro per tutto l’anno”.

“La proposta sindacale pertanto è quella di avviare immediatamente le attività, l’apertura di ammortizzatori sociali ad hoc per arrivare al 2023 che dovrebbe essere l’anno zero per il pieno rilancio. Purtroppo l’azienda ribadisce la chiusura definitiva del Grand Hotel Terme: per quanto riguarda gli 11 lavoratori la richiesta delle parti sociali è stata quella di garantire loro un ulteriore anno di cassa integrazione in deroga e la possibilità di rimpiego in attività aziendali attraverso la formazione e un diritto di precedenza ampliato in caso di nuove assunzioni. Inoltre auspichiamo la riapertura della piscina estiva che potrebbe riassorbire già parte dei lavoratori. Ora si attendono le risposte aziendali al prossimo incontro fissato per il giorno 26 maggio alle 14. Siamo fiduciosi perché la combinazione delle proposte al tavolo sono indirizzate alla salvaguardia dei lavoratori, dell’Azienda e dell’intero indotto”.