Autore Redazione
mercoledì
25 Maggio 2022
05:07
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Cronaca - Alessandria

“Ritardi e scarsa qualità, il 31 maggio no mensa per mio figlio”: la protesta delle famiglie e la replica del Comune

“Ritardi e scarsa qualità, il 31 maggio no mensa per mio figlio”: la protesta delle famiglie e la replica del Comune

ALESSANDRIA – Il prossimo 31 maggio tante famiglie alessandrine andranno a riprendere i propri figli all’ora di pranzo, rinunciando al servizio di refezione negli asili e nelle scuole elementari. Una sorta di “sciopero della mensa”, portato avanti dai rappresentanti di diversi comitati di istituti cittadini (Straneo, De Amicis, Bovio-Cavour  ad esempio) che hanno mosso non poche contestazioni a Vivenda, l’azienda titolare del servizio: Frequenti ritardi nella consegna dei pasti, frequenti cambi menù comunicati quasi sempre all’ultimo momento, il diffuso scarso gradimento dei contorni spesso impossibili da consumare, la frutta somministrata, spesso non di stagione e talvolta di scarsa qualità, la frequente insufficienza del personale addetto all’impiattamento nelle scuole, le difficoltà nel consumare il pasto da parte dei bambini, soprattutto i più piccoli, dovuta alla consistenza di alcuni cibi che ne complicano il taglio (alcuni secondi e frutta), l’inaccettabile assenza di procedure per la gestione degli avanzi di cibo che quotidianamente si verificano in proporzioni “abnormi” e che si tramutano in sprechi colpevolmente diseducativi per i bambini, il diniego dell’Amministrazione comunale al rimborso della quota pasto richiesto ripetutamente dai comitati nei casi di servizio evidentemente insufficiente o non adeguato, le innumerevoli mail di reclamo e di segnalazioni a seguito di anomalie riscontrate, ignorate e spesso prive di riscontro”.

I comitati mensa e diverse famiglie lamentano anche il fatto che i loro suggerimenti sul menù estivo non sarebbero stati ascoltati e contestano “la richiesta dell’Amministrazione Comunale del saldo dell’arretrato entro il 31 maggio, senza prendere in considerazione il benchè minimo indennizzo per gli utenti a seguito di un servizio ricevuto dimostratosi a dir poco insufficiente“. Gli organizzatori dello sciopero contestano anche il sistema di monitoraggio mensile avviato dal Comune, col report inviato ogni 30 giorni rispetto ai disguidi: “Dovrebbe essere realizzato da un ente terzo. Serve, in generale, una riprogettazione del sistema. Non dovremmo essere noi a doverci sobbarcare l’onere dei controlli. Abbiamo continuato a segnalare senza ottenere nulla”.

Al posto della mensa, martedì prossimo saranno quindi organizzati dei pic-nic nei parchi vicini alle scuole. Molti genitori, pur non potendo aderire all’iniziativa per motivi organizzativi, hanno anche promosso una raccolta firme online che sottoscrive le criticità prima esposte.

“Mi aspettavo questa presa di posizione” ha replicato l’assessore ai Servizi Educativi di Alessandria “se le famiglie vorranno portare a casa i bambini poi dovranno presentare l’idonea giustificazione perché anche la mensa è considerata come un momento educativo. Ci sono stati pochi ritardi e alcune criticità ma non abbiamo riscontrato problematiche particolari. Certo, non dovrebbero succedere ma si tratta di disguidi che possono capitare. Vivenda prepara ogni giorno quasi 5 mila pasti ma nessun bambino è mai stato senza mangiare. Coi singoli comitati abbiamo sempre cercato di avviare un percorso di monitoraggio condiviso ma i nostri inviti non sono stati raccolti. Giovedì abbiamo convocato la consueta riunione di monitoraggio: anche in passato avevamo aperto questi tavoli anche ai rappresentanti dei singoli comitati degli istituti ma nessuno si è presentato. Abbiamo anche proposto dei sopralluoghi congiunti e anche in questo caso non ci hanno risposto. Dal 1^ marzo abbiamo attivato anche un sistema di segnalazione online. I Comitati vorrebbero un monitoraggio di un ente terzo? Il Comune è un ente terzo per definizione, agisce secondo la norma di legge. Quasi ogni giorno le mense sono monitorate dal nostro personale, che a sua volta ruota e si presenta a sorpresa nei refettori. Non sono mai gli stessi dipendenti. Ho saputo, poi, che alcuni membri dei comitati mensa sono candidati consiglieri alle prossime elezioni: non si può fare campagna elettorale sulla refezione scolastica. Sottolineo, infine, che stiamo registrato una difficoltà nel pagamento dei buoni pasto da parte di una percentuale abbastanza ampia di famiglie. Eppure i prezzi sono fermi dal 2012 e durante il nostro mandato sono stati anche ribassati. Purtroppo, visto il piano di riequilibrio in atto, non è possibile abbassarli ulteriormente”.

La protesta non è, invece, stata raccolta dal comitato mensa cittadino, l’organo che coordina i rappresentanti delle singole scuole: “Ritengo che sia sempre più utile discutere dei problemi attorno a un tavolo e confrontarsi” ha precisato a Radio Gold la referente Stefania Vazzolerproprio questo giovedì ci sarà un confronto aperto a tutti i comitati con la Cooperativa e l’amministrazione comunale. Ritengo la strada del dialogo la più utile per arrivare ai risultati”.

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