L’addio commosso di Mirabello a Rosetta Loy: “Hai reso eterna la bellezza delle tue terre. Grazie per sempre”

MIRABELLO MONFERRATO – Mirabello custodirà per sempre il ricordo di Rosetta Loy, la nota scrittrice, mancata domenica 2 ottobre 2022. La pluripremiata autrice è stata infatti tumulata nel paese monferrino cui era molto legata e dove ambientò il suo romanzo più noto, “Le strade di polvere“, e tuttora sede della casa natale del padre di Rosetta, l’ingegnere Angelo Provera. Un rapporto che ora diverrà eterno e che è stato ricordato con commozione dal sindaco di Mirabello, Marco Ricaldone, insieme al vicesindaco, Vittorio Gatti: entrambi hanno elogiato la straordinaria bravura della scrittrice, capace di “parlare di sentimenti, di amore e immortalità“.

“I sindaci che mi hanno preceduto nel tempo hanno dimostrato grande attenzione nei confronti di Rosetta anche perché, lei per prima, è sempre andata fiera delle proprie origini, che davano uno spunto prezioso ai suoi racconti di vita.

Cordiale come sempre non ha mai declinato la propria disponibilità a sentirsi parte integrante della nostra comunità, regalandoci, oltre alle proprie pagine, la presenza culturale nel nostro paese.

adv-126

 Si leggono nel testo dell’onorificenza a lei riconosciuta nell’anno 1988, le seguenti motivazioni: “..Rosetta Loy nata Provera, originaria mirabellese per parte di padre… la scrittrice ambienta il suo ultimo romanzo “strade di polvere” per il quale concorre per il premio Campiello proprio in Mirabello tracciando, attraverso il racconto delle vicende della famiglia del “Gran Masten” una lucida e rigorosa analisi della realtà contadina dalla fine del 700 alla fine dell’800. Scorrendo il libro vengono fuori fatti personaggi e luoghi conosciuti: si parla del palazzo municipale, del castello di Baldesco, del santuario della Madonna della Neve, della chiesa di San Michele, dell’oratorio, del collegio. Trattandosi di un personaggio letterario che onora il nome di Mirabello, conosciuto da quasi tutta la collettività, poiché passa parte delle sue vacanze estive in paese,- L’amministrazione comunale- ritiene che sia cosa onorevole conferire alla stessa la cittadinanza onoraria.”

Queste motivazioni, sottoscritte dall’allora amministrazione comunale guidata dal sindaco Marco Demartini, costituiscono un meritato riconoscimento all’amore di Rosetta per il proprio paese.

Un amore talmente profondo che non necessitava di essere espressamente chiamato per nome, probabilmente a voler sottolineare l’aspetto fortemente intimistico che la propria casa e le proprie radici sono in grado di rappresentare.

Come ebbe a dire Rosetta: “La famiglia è una custodia preziosa… dalle cui sbarre bisogna ogni tanto sapere uscire… ma famiglia vuol dire anche casa, stanze… Io sento tantissimo le case, assorbono ciò che siamo”.

È un amore riconoscibile e vero, che non necessitava di ulteriori sottolineature nelle proprie opere. Il proprio sentimento per Mirabello Rosetta l’ha provato e raccontato senza la necessità di dover chiamare per nome il proprio amore, come lei stessa ammise: “La discrezione mi viene dalla mia educazione piemontese: nulla si manifesta se non è proprio necessario. Dico molto poco di me nei miei libri. Però ci sono tante cose che una persona non sa di se stessa e che scrivendo vengono fuori. E sono i lettori che se ne accorgono”.

I suoi personaggi girano, escono dal paese ma soprattutto arrivano da noi per sentire quel calore che Lei per prima ha sentito nei suoi trascorsi. La semplicità della descrizione fanciullesca della vita contadina eleva le donne e gli uomini quali parti integranti di una vita semplice ma perfetta della realtà rurale.

Rosetta con le sue opere lancia un messaggio per l’eternità, omaggia e rende indelebile nel tempo la bellezza della sua terra e dei tempi che racconta. Una bellezza che a volte il tempo può spazzare via ma che con la sua letteratura rimane cristallizzata per sempre.

Rimane, quindi, il nome di Rosetta, che si lega inscindibilmente a noi mirabellesi, e con lei viaggiamo insieme, mano nella mano, nell’immortalità della bellezza della nostra terra e dei nostri sentimenti. Gli attimi fugaci, le figure ritratte nei suoi libri ed i luoghi dipinti dalle sue parole vengono bloccati e potranno essere tramandati di generazione in generazione.

Mirabello ed il Monferrato ringraziano per sempre Rosetta, perché Lei è riuscita a viaggiare sulla strada artistica carica di difficoltà per poi lasciare una impronta indelebile nella storia, capace di ripagare il suo impegno.

Rivolgendomi a Voi tutti ed ai suoi famigliari penso che solo una frase dei Sepolcri di Ugo Foscolo possa rappresentare appieno il nostro sentire in questo momento di commiato: “sol chi non lascia eredità di affetti, poca gioia ha nell’urna.”

Grazie Rosetta per sempre qui con noi”.