Torna l’ora solare: cosa serve, i benefici e le cose che non funzionano

PROVINCIA DI ALESSANDRIA – Questa notte è ufficialmente tornata l’ora solare. Alle tre le lancette dei nostri dispositivi elettronici sono scattate automaticamente indietro di 60 minuti, regalandoci un’ora in più di sonno. E anche questa mattina, quando ci siamo alzati dal letto, al posto del solito buio e grigiore di una notte che tardava a lasciare il posto al giorno, abbiamo trovato ad accoglierci il chiarore di un’alba limpida e serena.

Ma non tutto è oro quel che luccica, recita un proverbio. Secondo un’indagine condotta dalla Commissione europea nel 2018, l’84% dei 4,6 milioni di cittadini che hanno partecipato era infatti favorevole all’eliminazione del cambio dell’ora in Europa per abbracciare un’unica misura del tempo abbandonando definitivamente l’ora solare a favore della ben più apprezzata (soprattutto d’estate) ora legale.

Va detto però che “dal punto di vista della cronobiologia, l’orario invernale è più vantaggioso perché è più coerente con i cicli di luce e oscurità“, ha sottolineato ancora recentemente al Pais Maria Ángeles Rol de Lama, professoressa di Fisiologia all’Università di Murcia. Il che tradotto significa che durante le ore di scuola e lavoro abbiamo più luce, utile a concentrarci meglio, mentre di notte abbiamo più buio, fondamentale per addormentarci e riposare serenamente.

Se sul piano umorale-psicologico tutto questo dà una notevole mano a tutti noi, la Confederazione Nazionale Piccole e Medie Imprese, ha stimato per il 2023 un risparmio di 2 miliardi e 700 milioni di euro se si mantenesse l’ora legale, corrispondenti a una riduzione di circa il 7,3% sul costo delle bollette. Un dato piuttosto alto, oltre che importante, soprattutto in un periodo come questo, dove il caro energia sta avendo un ruolo da protagonista.