Calci, pugni e sprangate per un paio di occhiali: com’è stato picchiato a morte Cristian Martinelli
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CASALE MONFERRATO – “Una violenza brutale e gratuita”. I Carabinieri hanno descritto così l’aggressione a Cristian Martinelli, il 35enne picchiato alla stazione di Casale lo scorso 14 ottobre e poi morto due giorni dopo, a causa delle gravi ferite riportate nel pestaggio. Questa notte sono stati effettuati quattro arresti nei confronti di tre ragazzi e una ragazza, tutti residenti a Casale. Le serrate indagini si sono avvalse di alcune testimonianze e delle immagini della videosorveglianza.

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Tutto è cominciato allo scalo della città monferrina, intorno alle 12.30, quando Martinelli è stato deriso dal gruppo per gli occhiali che indossava, un oggetto per lui di profondo valore perché acquistato insieme alla madre. A quel punto l’uomo, mentre si trovava sul binario 1, ha implorato la 21enne di dire agli altri ragazzi di lasciarlo stare. “Questi sono i miei fratelli” avrebbe detto la giovane, spintonandolo. Quella spinta è stata la miccia che ha fatto scattare la furia degli altri. Uno dei due 18enni marocchini ha quindi sfilato gli occhiali a Martinelli, colpendolo poi con un pugno in faccia. Una volta caduto a terra, il 35enne ha ricevuto calci e pugni al corpo e al volto dal ragazzo moldavo e dai tre marocchini, mentre la ragazza di 21 anni controllava la situazione intorno, con sguardi minacciosi verso chi, da lontano, si era accorto dell’aggressione.

Il 16enne si è poi allontanato per andare a prendere una spranga, poi consegnata al ragazzo moldavo che l’ha rivolta contro il 35enne, inerme a terra. La vittima ha così cercato di scappare sui binari e ha raggiunto la banchina del binario 2. Una volta tornato indietro, l’uomo è stato ancora insultato. Appena fuori dalla stazione ha ricevuto un altro pugno al volto da parte del cittadino moldavo, dopo la sua richiesta di poter avere indietro gli occhiali. A quel punto Martinelli si è allontanato dalla stazione, ferito, per poi sedersi vicino al viale ed essere soccorso da una ragazza che passava di lì.

“Una vicenda triste, che ha distrutto più vite, che denota un contesto di disagio grave” ha sottolineato il Comandante provinciale dei Carabinieri, il Colonnello Massimiliano Rocco “ringrazio il Nucleo Investigativo del Reparto Operativo comandato dal Maggiore Antonio Stanizzi e i Carabinieri di Casale comandati dal Capitano Valerio Azzone per la sinergia investigativa”.

“Preferisco definirlo gruppo e non branco, e non utilizzare l’aggettivo bestiale. Gli animali, almeno, non deridono la vittima mentre la aggrediscono e non la trattengono per colpirla meglio” ha sottolineato il Comandante del Nucleo Operativo del Comando Provinciale il Colonnello Giuseppe Di Fonzo.