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Santa Maria di Castello: la chiesa più antica di Alessandria celebrata anche in un piatto della Royal Copenhagen
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ALESSANDRIA – Alessandria in questi giorni si sta mobilitando per far diventare la Chiesa di Santa Maria di Castello di Alessandria il nuovo “Luogo del Cuore” del Fai. I fondi messi a disposizione grazie al censimento del Fondo Ambiente Italiano potrebbero infatti aiutare a riparare tetto e sottotetto recentemente danneggiati dal cedimento di un cornicione. Fa male a tutti vedere quella ferita nella chiesa più antica della città.

Santa Maria di Castello ha un grandissimo valore, storico, culturale ma anche affettivo per molti alessandrini. È uno dei simboli della città, che anni fa venne addirittura celebrato con un piatto da collezione della Royal Copenhagen Porcelain Manufactory.

La Manifatture Reale di Copenhagen, fondata nel 1775, dal 1908 realizza ogni anno un piatto di Natale con la tecnica conosciuta come “pittura danese sotto smalto”. I piatti blu in porcellana sono molto ambiti dai collezionisti. Sono prodotti in numero limitato e una volta realizzato il piatto la Royal Copenaghen distrugge lo stampo, rendendo impossibile ricrearne uno uguale.

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Quello di Santa Maria di Castello venne realizzato nel 1979, ha ricostruito Carmine Passalacqua. L’ex consigliere comunale, e presidente della Commissione Cultura durante la passata amministrazione, possiede proprio uno dei rari piatti blu con la Chiesa di Santa Maria di Castello. Faceva parte della “Serie di Alessandria” che venne commissionata in quegli anni dalla ditta “Riccardi”, storico negozio in via Caniggia dove molti alessandrini sceglievano piatti e bicchieri per le loro “Liste Nozze”.

La Chiesa di Santa Maria di Castello è raffigurata nel 2° piatto della collezione dedicata ad Alessandria e, quindi, dovrebbe essere stato realizzato un anno dopo quello che ritrae invece il Palazzo Municipale e il monumento a Urbano Rattazzi che, sul retro, riporta la data del 1978. Particolarità dei piatti della Royal Copenaghen, ha ricordato ancora Carmine Passalacqua, è che venivano, e vengono, venduti con una descrizione della storia del monumento riprodotto, tradotta anche in danese, inglese e francese. Grazie a quel piatto blu, quindi, la chiesa più antica di Alessandria e la sua storia potrebbero essere arrivate anche nelle case di collezionisti sparsi per tutto il Nord Europa.

(in copertina e nell’articolo le foto del piatto blu dedicato a Santa Maria di Castello di Carmine Passalacqua).

 

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