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Riciclare nei motori i magneti degli hard disk: ricerca all’avanguardia nella sede alessandrina del Politecnico

ALESSANDRIA – Si intitola “Risorsa” il progetto con protagonisti i ricercatori della sede alessandrina del Politecnico di Torino, insieme ad altre 50 università italiane e la collaborazione degli atenei di Parma e Firenze. L’idea di base rientra nella politica di economia circolare: il recupero delle cosiddette “terre rare”, dagli hard disk di computer in disuso, e il loro riutilizzo per la realizzazione di nuovi magneti da montare su specifici motori elettrici. Un progetto da circa 650 mila euro, erogati dal Ministero per l’Ambiente e la Sicurezza Energetica. In particolare l’attività che si sta svolgendo ad Alessandria parte dai magneti, separati nelle diverse tipologie e macinati nella granulometria necessaria. Si procede quindi alla realizzazione di nuovi magneti, allo scopo di ottenere prestazioni migliori a costi inferiori. La componente magnetica degli hard disk è infatti un materiale molto difficile da smaltire.

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A collaborare per questo progetto ci sono anche diverse aziende, riunite in un consorzio e impegnate nel recupero degli hard disk, nello smontaggio dei magneti, fino alla realizzazione dei motori con i nuovi magneti ottenuti. Ad Alessandria, in particolare, hanno lavorato a questo progetto iniziato poco più di un anno fa circa 10 ricercatori del Politecnico, coordinati dai professori Marco Actis Grande e Luca Ferraris, responsabili del gruppo di ricerca (foto in basso). Ancora una volta la sede alessandrina dell’università torinese si è dimostrata terreno fertile per la nascita di iniziative interdisciplinari. Le competenze trasversali in materiali metallici, polimerici, e in sistemi elettromeccanici hanno permesso al Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Scienza e Tecnologia dei Materiali di individuare ad Alessandria le conoscenze e i laboratori necessari allo svolgimento dell’attività prevista dal progetto.

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