Lacabon di Santa Lucia

RADIO GOLD – Chi è di Alessandria non può non conoscere i lacabontradizionali bastoncini di caramello che ogni anno, il 13 dicembre, vengono venduti nelle bancarelle di Santa Lucia a 1 o 2 euro.

Come tante tradizioni legate ai Santi, anche per Santa Lucia in tutta Italia si trovano piatti e prodotti tipici che di solito venivano (e in alcuni casi ancora vengono) consumati in questo giorno di festa. Basti pensare agli occhi di Santa Lucia, piccoli taralli dolci tanto famosi nel sud Italia.

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In Alessandria, nel giorno di Santa Lucia, gli alessandrini da sempre si recano nell’omonima chiesa settecentesca, nella piazzetta tra via Milano e via Chenna, per pregare la santa protettrice della vista.
Ai lati della chiesa un gruppo di bancarelle continua la tradizione di vendere i piccoli cartocci contenenti il dolce tipico di questa festa: i lacabon, oltre a tante caramelle, torroni e il croccante fatto sul momento.

I lacabon: un dolce alessandrino e un ricordo

I lacabon sono un ricordo oltre che un dolce tipico alessandrino.
Tanti hanno avuto da bambini una nonna che li portava in chiesa, per poi comprare un pacchettino di questi dolcetti. Tanti ancora oggi hanno questo dolce ricordo nella memoria e continuano a portare avanti la tradizione, di generazione in generazione.

Quanti alessandrini ricordano il giorno di Santa Lucia, trascorso in questa piazzetta fin dalla più tenera età. Perché gli alessandrini sono così, sembrano freddi e indifferenti anche di fronte a certe meraviglie; spesso mostrano (o fingono di mostrare) menefreghismo nei confronti di importanti personaggi e in mille altre occorrenze analoghe ma quando si tratta delle tradizioni è difficile che se le lascino scivolare addosso senza prendervi parte. Santa Lucia è uno di questi momenti.” (citazione di Tony Frisina)

Ha la forma di fune della lunghezza di 10 centimetri ed è composto di miele e zucchero. La sua ricetta in sé non è difficile ma richiede molta forza e un apposito lungo gancio fissato al muro dove appendere ripetutamente e torcere l’impasto di miele cotto e zucchero caramellato mentre si solidifica” (citazione di Luigino Bruni).

Senza dimenticare “il decano dei fabbricanti di lacabon“, Leonardo Fortino, scomparso nel 2004, che imparò l’arte dal nonno e dal padre, custode in casa del calderone in cui bollire l’impasto e del chiodo su cui tirarlo e stirarlo.

E voi avete qualche ricordo particolare legato ai lacabon e alla festa di Santa Lucia?
Scriveteci per raccontarcelo!

Ecco infine una simpatica poesia e un ricordo d’infanzia legato ai lacabon, scritto da Sandro Locardi, poeta dialettale alessandrino, con accanto la traduzione di Tony Frisina.

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