Autore Redazione
mercoledì
10 Aprile 2024
05:00
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Cronaca - Tortona

Simone Carniglia, maratoneta dei record. Affetto da diabete corre le sei Majors ed entra nel Guinness

Simone Carniglia, maratoneta dei record. Affetto da diabete corre le sei Majors ed entra nel Guinness

TORTONA – Da qualche giorno è ufficialmente nel Guinness dei primati come primo diabetico al mondo ad aver corso le sei Marathon Majors in meno di 16 ore e 15 minuti. Il 21 aprile, giorno del suo 37esimo compleanno, il tortonese Simone Carniglia potrebbe conquistare anche un secondo record mondiale. Dopo un piccolo infortunio non sa se “ce l’ha nelle gambe” ma “nella testa” è già a Londra per “battere sé stesso” e il suo personale e diventare anche il diabetico più veloce a correre una maratona.

Londra potrebbe portare fortuna al tortonese. Le strade londinesi hanno avuto un ruolo decisivo nella corsa di Simone verso il Guinness dei primati. Ingegnere di professione, Simone ha avuto l’idea di correre tutte le sei principali maratone nel 2019, mentre era in trasferta per lavoro nella capitale inglese.

Non aveva iniziato da molto a correre quando ha deciso di affrontare le Majors.  Fin da piccolo il tortonese ha sempre fatto sport ma il “suo sport” era inizialmente la pallamano. Dopo una serie di infortuni, e un intervento che l’ha obbligato per molto a tempo a letto, ha iniziato a fare trekking per perdere peso: “Ero arrivato a pesare 125 Kg e vista anche la mia condizione volevo rimettermi in forma”. La “condizione” di Simone è il Diabete di Tipo 1,una malattia autoimmune che non ha nulla a che vedere con cattive abitudini alimentari o con l’età”, precisa il tortonese. Lui aveva 12 anni quando ha ricevuto la diagnosi che è stata uno spartiacque nella sua vita: “Quasi non ricordo più come era la mia vita prima”.

La vita dopo una diagnosi di Diabete di Tipo 1 “cambia e si complica” ma il tortonese haimparato a gestire e convivere con il Diabete di Tipo 1, che non è “mai stato un limite” neppure alla sua voglia di viaggiare e fare sport. Proprio durante un viaggio organizzato che ha unito anche la sua passione per il trekking Simone ha conosciuto un ragazzo che l’ha avvicinato alla corsa: “Era il 2018 e finita la vacanza mi ha invitato a partecipare alla Deejay ten a Milano che sarebbe stata meno di dieci giorni dopo. All’epoca pesavo ancora molto e credevo di non farcela a correre per 10 chilometri. Poi, ho deciso di provarci e quando sono arrivato al traguardo mi sono innamorato della corsa”.

Da quel momento Simone ha iniziato a macinare chilometri e puntare alla distanza di 42,195 km: “Il mio momento sportivo preferito è sempre stata la vittoria di Stefano Baldini alle Olimpiadi di Atene 2004 e ho deciso che volevo correre anche io una maratona”.

Simone Carniglia, però, sogna in grande e meno di sei mesi dopo la sua prima corsa si è posto l’obiettivo di correre le sei Majors: Londra, Tokyo, Boston, Berlino, Chicago e New York.  “Il piano” era di partire proprio dalla maratona di Londra e correrne due all’anno ma il covid ha messo i bastoni tra le ruote: “Ho continuato ad allenarmi correndo intorno a casa e poi, a ogni occasione possibile, ho partecipato alle maratone che venivano organizzate”. A ottobre del 2021 è poi arrivato finalmente il giorno di Londra:Ho chiuso in 2h41’09’’”. Poi c’è stata Boston che Simone definisce il suo “capolavoro”: “Sono sceso a 2h39’ per la prima volta. Poi ho battuto quel tempo ma la maratona di Boston è la più dura e anche la più prestigiosa, anche se noi italiani abbiamo il mito di New York”, e Boston resta il mio momento preferito”. Il personale di Simone è arrivato alla maratona di Chicago: 2h38’21’’. Per recuperare il tempo perso causa covid, nel 2023 il tortonese ha accelerato per tenere fede al piano iniziale di correre tutte le sei Major in tre anni: “Ho fatto Tokyo, che è stata una scommessa perché fino all’ultimo la città era ancora blindata per il covid e aveva ancora molte restrizioni durante la maratona, poi Berlino e infine New York”. Alla fine, il tortonese Simone Carniglia ha corso tutte e sei le Majors in 16h14’59’’: “Sarei potuto stare sotto le 16 ore ma ho avuto una serie di imprevisti e intoppi. A Berlino sono stato travolto al 5° Km e ho dovuto correre i restanti 37 con le gambe sbucciate e doloranti. A New York, invece, ho avuto un problema intestinale che mi ha obbligato a una tappa in bagno che mi fatto perdere 10 minuti”.

Determinato a scendere sotto le 16 ore, Simone Carniglia correrà di nuovo tutte le sei Majors. Partirà ancora da Londra che si correrà proprio nel giorno del suo compleanno. E chissà che il tortonese, arrivato al traguardo su The Mall, non festeggi anche il nuovo record di diabetico più veloce a correre una maratona.

Andare forte è importante ma per Simone Carniglia correre di nuovo le sei Majors significa soprattutto lanciare un messaggio ancora più forte per sostenere la ricerca e aiutare tutte le persone affetta da Diabete di Tipo 1:  “Io non posso dare consigli agli altri perché siamo tutti diversi e quello che funziona per me potrebbe non andare bene per altri. La mia storia, però, può far capire a chi è affetto da Diabete di Tipo 1 che questa malattia non è un limite alla voglia di fare sport e che anche se ci sono ostacoli si possono superare”.

 

 

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