Autore Redazione
mercoledì
22 Aprile 2026
11:49
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Cronaca - Acqui Terme

Il PD di Acqui esorta il sindaco sulla sicurezza: “Si prenda esempio da Alessandria”

Il PD di Acqui esorta il sindaco sulla sicurezza: “Si prenda esempio da Alessandria”

ACQUI TERME – Il Partito Democratico di Acqui Terme “Raffaello Salvatore” interviene sul tema sicurezza nella città termale. I recenti casi di violenza hanno alimentato i timori dei cittadini e anche del partito che chiede azioni concrete e maggiore responsabilità al sindaco, chiamato a occuparsi della tutela dell’ordine pubblico in sinergia con le forze dell’ordine e organizzando la Polizia Locale. “In questo la nostra città è ferma – spiega il Pd. Strumenti concreti come il controllo di vicinato, l’individuazione di zone rosse e l’applicazione del Daspo Urbano, misure già avviate dalla precedente Giunta e su cui era stato fatto un lavoro di programmazione, sono state colpevolmente abbandonate in un cassetto dall’attuale amministrazione. Tuttavia, la sicurezza non è solo una questione di sanzioni o telecamere. Le ordinanze da sole non bastano se non si ricostruisce lo spirito di comunità. La violenza si annida dove c’è indifferenza e dove lo Stato è percepito come lontano”.

Il Pd acquese invita a prendere come modello quello di città vicine come Alessandria perché “mentre questa Giunta civica tentenna, realtà vicine come Alessandria, guidate dal Sindaco Abonante, dimostrano che questi provvedimenti possono essere attuati con rigore e visione, senza complessi ideologici, per presidiare il territorio. Nelle cosiddette Zone Rosse sono previsti controlli rafforzati, la possibilità di allontanare soggetti già denunciati per reati legati a droga, violenza o patrimonio, se responsabili di comportamenti aggressivi o molesti e il potenziamento della videosorveglianza. Al tempo stesso si deve affrontare il problema del disagio sociale, dell’assistenza sanitaria dell’accoglienza, della necessità di istituire percorsi precisi per persone che ne hanno bisogno e che spesso sono abbandonate“.

Il partito di opposizione indica anche una ulteriore strada sgombra “da populismo e propaganda, creando spazi diffusi di socialità, specie giovanili. Proprio questa carenza di spazi di aggregazione e socialità diffusa è un enorme fragilità. Il sociologo Ray Oldenburg definiva il “terzo luogo” quegli spazi informali diversi dalla casa e dal lavoro in cui si costruiscono relazioni, fiducia e senso di appartenenza alla comunità. La loro progressiva scomparsa, come lo Spazio Giovani a San Defendente usato da anni come scuola dell’infanzia, l’ex Centro Anziani di via Sutto che ora ospita il meritorio Armadio della Fraternità, la mancata realizzazione della sala di musica sul “Silos” costruito al posto del Teatro Garibaldi priva soprattutto i giovani di punti di riferimento sani, lasciando spazio a isolamento, disagio e dinamiche conflittuali. Investire su spazi pubblici accessibili, vivi e inclusivi non è quindi un elemento accessorio, ma una vera e propria politica di sicurezza sociale e di prevenzione. Rudolph Giuliani, ex Sindaco di New York, figura simbolo della fermezza, amava dire che “un poliziotto che vede dei ragazzi giocare a pallacanestro deve togliersi la giacca e fare due tiri con loro”. In questa frase c’è il cuore di ciò che manca oggi ad Acqui: l’idea che la sicurezza nasca dal contatto, dalla fiducia e dal senso di appartenenza”.

Concretamente il Partito Democratico chiede alla Giunta di dare seguito immediato ai provvedimenti di controllo sospesi, sostiene in pieno l’interrogazione consiliare di Nicola De Angelis, Capo Gruppo LiberAcqui, che sollecita il Sindaco a riferire su quali iniziative intende adottare e propone l’istituzione di un coordinamento interforze, per garantire ai cittadini una maggior tutela e attuare la necessaria prevenzione sul territorio. “E a tutta la città il Partito Democratico, inoltre, chiede di investire nuovamente sulla coesione sociale. Solo una città che torna a “giocare insieme” nelle sue piazze può essere davvero una città sicura“.

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