Cronaca - Cuneo

Asti-Cuneo, ora l’autostrada è a pieno regime: aperte due corsie tra Cherasco e Roddi

RODDI (CN) – Da lunedì 20 aprile 2026 è entrato in piena operatività il collegamento stradale tra Asti e Cuneo, con l’apertura al traffico di due corsie per senso di marcia tra Cherasco e lo svincolo di Alba ovest-Roddi. Si completa così un percorso iniziato nell’aprile 2023 con l’apertura del primo tratto tra la tangenziale di Alba e Alba ovest, a servizio anche dell’ospedale di Verduno, e proseguito fino all’inaugurazione dell’intera autostrada nel dicembre 2025, ancora in modalità cantiere.

L’entrata in esercizio della tratta segna un passaggio importante per il sistema infrastrutturale piemontese. I due capoluoghi sono ora collegati da un’arteria moderna di circa 90 chilometri, di cui 70 costituiti dalla A33 Asti-Cuneo, con un innesto rapido verso la A21 Torino-Piacenza-Brescia e la A6 Torino-Savona. Secondo la Regione, l’assetto definitivo a quattro corsie rende la circolazione più fluida e sicura e contribuisce ad alleggerire il traffico pesante nei centri abitati.

La realizzazione dell’opera, che collega 33 comuni e interseca due province, è il risultato di un intervento che negli anni ha coinvolto oltre 1.200 operatori, 15 aziende e 130 fornitori. Decisivo anche lo schema di Cross Financing approvato dall’Unione Europea, che ha permesso di sbloccare il progetto e completare i lavori.

All’evento hanno partecipato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, il viceministro Edoardo Rixi, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, gli assessori regionali Marco Gabusi ed Enrico Bussalino, i rappresentanti delle Province e dei Comuni coinvolti, i vertici di Asti-Cuneo e Umberto Tosoni, amministratore delegato del gruppo ASTM.

Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha parlato di “giornata storica” perché l’Asti-Cuneo “non solo è completata ma da oggi è anche aperta nella conformazione definitiva, con tutto il tracciato su doppia corsia per senso di marcia”. Cirio ha poi sottolineato il lavoro condiviso di istituzioni, società autostradale, maestranze e comunità locali per portare a termine un’opera attesa da anni.

Per l’assessore regionale alle Infrastrutture strategiche Enrico Bussalino, si tratta di “un’opera strategica anche per il sistema logistico regionale”, capace di migliorare i collegamenti tra territori, rendere più efficienti i flussi delle merci e rafforzare la competitività del Piemonte nei corridoi nazionali ed europei. Bussalino ha anche evidenziato gli effetti sulla sicurezza stradale e sulla riduzione della congestione e delle emissioni.

L’assessore ai Trasporti Marco Gabusi ha invece definito il completamento della A33 “la chiusura di una ferita aperta”, aggiungendo che l’autostrada è oggi “il simbolo di un Piemonte che non si rassegna, che investe su sé stesso e che torna a essere protagonista nei collegamenti nazionali ed europei”.

Per Umberto Tosoni, amministratore delegato di ASTM Group, il completamento della A33 rappresenta “una giornata storica” e la prova della capacità del gruppo di trasformare una sfida complessa in un risultato concreto. Tosoni ha sottolineato anche il contributo di Itinera e la collaborazione tra pubblico e privato, che ha permesso di ridurre i tempi di esecuzione rispetto al cronoprogramma iniziale.

Sulla stessa linea anche Bernardo Magrì, amministratore delegato di Asti-Cuneo, che ha parlato di un risultato ottenuto in tempi record grazie a una sinergia efficace tra pubblico e privato, definendolo un modello di riferimento anche a livello europeo.

Con il completamento dell’opera entrerà in funzione anche il sistema Free Flow, che consente il pagamento del pedaggio senza fermate ai caselli. Per agevolare la mobilità locale e i flussi previsti per i ponti del 25 aprile e del 1° maggio, l’attivazione del pedaggiamento sull’intera tratta Bra/Marene-Roddi è stata però rinviata al 4 maggio 2026.

Restano confermate le principali esenzioni per la mobilità locale e i servizi essenziali: la tangenziale di Alba e il tratto Asti-Isola d’Asti resteranno gratuiti per gli spostamenti locali. Confermata anche la gratuità per l’accesso all’ospedale di Verduno, grazie al transito sotto il Portale H, che applica automaticamente l’esenzione del pedaggio agli utenti diretti alla struttura sanitaria o in uscita da essa.

Per l’intera tratta a pedaggio Free Flow tra Bra/Marene e Asti, il costo sarà di 4,74 euro per i veicoli di Classe 1, 5,91 euro per la Classe 2, 9,62 euro per la Classe 3 e 14,38 euro per la Classe 4. Sono inoltre prorogate fino al 31 dicembre 2026 le agevolazioni già in vigore: sconto del 25% per chi attiverà un contratto di telepedaggio con i fornitori aderenti, se non già titolare al 4 agosto 2024, e sconto del 20% per chi attiverà un Conto Targa sui transiti della tratta Free Flow.

Tra i numeri principali del progetto di completamento dei lotti II.6a e II.6b ci sono 9,8 chilometri di tracciato, lavori avviati nel giugno 2021 e conclusi nell’aprile 2026. Il lotto Alba-Cherasco è stato realizzato in 19 mesi invece di 30, mentre il lotto Roddi-Verduno in 23 mesi invece di 30.

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