Cronaca - Alessandria

Addio a “un angelo prezioso che ha mostrato come si ama”: l’ultimo saluto a Elena Lo Giudice

ALESSANDRIA – Un silenzio intriso di incredulità e dolore ha accompagnato i funerali di Elena Lo Giudice, la 21enne alessandrina mancata nel sonno nella notte tra gli scorsi 30 aprile e 1° maggio, mentre si trovava in Veneto, a Bojon di Campolongo Maggiore, insieme al fidanzato. La cerimonia si è svolta alla Parrocchia di Sant’Alessandro, gremita di gente, la comunità ecclesiale che la giovane aveva sempre frequentato. Tutti si sono stretti ai genitori Michela e Damiano, e alla sorella Marta. “Un angelo prezioso che il Signore ha voluto vicino a sé” ha sottolineato nell’omelia l’ex parroco di Sant’Alessandro Don Maurizio Banfi, che ha concelebrato la funzione insieme a Don Lorenzo Tarletti “quando ho saputo la notizia sono scoppiato a piangere. Ho detto che tutto questo non era giusto. Il conforto della preghiera mi ha rianimato. Il Vangelo di Giovanni invita i nostri cuori a non essere turbati ma come facciamo a non esserlo? Come possiamo accettare tutto questo?” le parole del sacerdote “una notizia che ha sconvolto il nostro mondo. Siamo tutti come Tommaso, che non riesce a capire, che non accetta tutto questo anche se abbiamo fiducia in Dio. Da lassù Elena ci darà una mano, davanti a Dio non si scorderà di noi: se non avessimo questa speranza sarebbe finita, saremmo incapaci di andare avanti. Il Signore ha però fatto diventare certezza queste promesse. Ricordo Elena da bambina quando faceva catechismo in parrocchia: era uno scricciolo che guardava con i suoi occhi così espressivi. Mi salutava sempre. Chiediamo al Signore di conservare Elena per sempre nel nostro cuore, lei continuerà a sorriderci dal cielo. Era una ragazza speciale, portava serenità con il suo sorriso. Grazie, Elena, per averci voluto bene: continua a volercene. Ne abbiamo bisogno, soprattutto adesso”.

“Eravamo fatti l’uno per l’altra” il ricordo del fidanzato Nicola “tra noi non c’è stato mai un litigio. Hai reso magnifica la mia vita. Amavo farti ridere per vedere quel tuo sorriso stupendo. Provavo a stare al tuo passo ma non era facile. Sei stata tutto ciò che avrei mai potuto desiderare, il fulcro di tutto. Non doveva andare così, non ti dimenticherò mai: staremo insieme per sempre”. Per la madre di Nicola, inoltre, Elena è stata come una figlia, “la figlia che non ho avuto”.

“Eri una persona speciale” ha raccontato un amico “le tue risate riempivano la stanza e anche oggi continuiamo a sentirle nelle nostre menti. Facevi sentire tutti a proprio agio. Oggi qualcosa dentro di noi si è spezzato per sempre: tutto questo non ha senso. Non resterai un ricordo sbiadito, non hai lasciato un vuoto ma hai indicato una direzione: ci hai mostrato come si ama”.

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