Autore Redazione
giovedì
26 Novembre 2015
23:00
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Politica - Casale Monferrato

M5S di Casale: “no all’ampliamento della discarica”

M5S di Casale: “no all’ampliamento della discarica”

CASALE MONFERRATO – Il Movimento 5 Stelle di Casale Monferrato dice “no” all’ampliamento della discarica della città monferrina. Per i pentastellati casalesi, ha spiegato il portavoce Giuseppe Ferrigno, i 6 milioni di euro previsti per l’ampliamento della “Bazzani” andrebbero investiti per incentivare la raccolta differenziata, piuttosto che per acquistare terreni “pagati quasi il doppio del loro valore” dove sotterrare rifiuti. La discarica, una volta esaurita, ha spiegato il Movimento 5 Stelle di Casale, continuerà a produrre costi per almeno trent’anni perché questo, hanno spiegato i pentastellati, è il tempo previsto per il successivo “monitoraggio, recupero e smaltimento del percolato post chiusura”.

Perchè ampliare una discarica e scavare dove la falda acquifera nella zona, si  trova  a pochi metri dalla superficie? – ha quindi chiesto il Movimento 5 Stelle di Casale – Il torrente Rotaldo, che passa vicino, negli ultimi anni è stato pure a rischio esondazione. E poi l’incognita: una volta costruita ed ampliata la discarica, se venisse in seguito venduta a privati?  Chi li controllerà? Siamo sicuri che non verranno smaltiti abusivamente materiali pericolosi e nocivi?

Soprattutto alla luce del calo di differenziata a Casale, “passata negli ultimi anni dal 62 al 58%”, per i pentastellati casalesi la Città dovrebbe “creare posti di lavoro nel campo della ottimizzazione del recupero dei rifiuti” e adottare una politica che promuova l’aumento della differenziata e l’acquisto dei prodotti riciclati “invece di continuare ad accumulare rifiuti per poi bruciarli nei termovalizzatori”.

Di seguito le proposte del Gruppo consiliare Movimento 5 Stelle.

– Promuovere e incentivare anche economicamente una corretta filiera di trattamento dei materiali post-utilizzo (uso e riuso), invece di continuare ad accumulare rifiuti per poi bruciarli nei termovalizzatori.

– Ridurre progressivamente il conferimento in discarica e l’incenerimento; 

– Sancire il principio “chi inquina paga” prevedendo la responsabilità civile e penale  per il reato di danno ambientale;

– Dettare le norme che regolano l’accesso dei cittadini all’informazione e alla partecipazione (soprattutto nelle scuole), in materia di rifiuti;

– Introdurre forme di cooperazione tra Comuni per la raccolta porta a porta e la filiera di trattamento al fine di sviluppare l’occupazione locale in bacini di piccola-media dimensione, che favoriscano le attività di produzione e commercializzazione di materiali e prodotti derivati da riciclo e recupero di materia.

– Incentivare la raccolta differenziata per arrivare all’80% con riorganizzazione nella gestione del deposito e raccolta.

– Incentivazione delle compostiere, dove possibile, per i rifiuti organici.

– Investimenti di impianti di Trattamento Meccanico Biologico a freddo per i rifiuti indifferenziati/residui dopo la RD allo scopo di ridurre al minimo il rifiuto residuo.

– Incentivazione nei piccoli negozi della vendita di liquidi con erogazione in bottiglia/flacone da riempire (latte, vino, olio, acqua, birra, detersivi, ecc..) da riutilizzare la volta successiva; idem per prodotti sfusi nella carta riutilizzabile (zucchero, uova, cereali, legumi, olive, ecc.. come una volta).

– Indirizzare i cittadini alla scelta di prodotti da acquistare che hanno pochi imballaggi, in modo da ridurre i rifiuti alla fonte.

– Realizzazione delle casette dell’acqua, una per quartiere.

– Ritornare ad utilizzare bottiglie in vetro per latte e acqua minerale, ed installare nuovi raccoglitori automatici di bottiglie e lattine presso i supermercati o aree commerciali, come avviene in molti Paesi europei.

 

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