Autore Redazione
mercoledì
27 Marzo 2024
05:58
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Politica - Alessandria

“Cittadella? Un suicidio collettivo, 25 milioni buttati”: l’amarezza di chi propone da anni una soluzione diversa

“Cittadella? Un suicidio collettivo, 25 milioni buttati”: l’amarezza di chi propone da anni una soluzione diversa

ALESSANDRIA – Sei anni fa presentò un ambizioso progetto di rilancio di uno dei fiori all’occhiello di Alessandria: la Cittadella. Oggi Emiliano Poggio ha commentato con amarezza la situazione attuale della fortezza settecentesca.

Mentre il dibattito pubblico si è da decenni arenato e continua ad arenarsi attendendo di decidere – con una patologica e morbosa pervicacia, tra una tavola rotonda e un convengo – la destinazione d’uso degli edifici della cittadella di Alessandria, gli stessi cominciano a cedere: quello che era il “Magazzino del Genio” ha subito un crollo. Le condizioni del costruito erano già molto precarie, questo è certo, ma non sarebbe dovuto essere un buon motivo per permettere che il tempo completasse l’opera. Gli addetti ai lavori dovranno aver pazienza con me, ma il tema della destinazione d’uso è totalmente anacronistico, inutile, fuorviante e dannoso. Fisicamente dannoso. Viviamo in una rivoluzione tecnologica epocale, e ancora cerchiamo analogicamente di stabilire il tipo di destinazione per singoli edifici. E finché non si è deciso non si muove una foglia naturalmente. È un suicidio collettivo”.

“Il 22 dicembre 2016” ha aggiunto Poggio “fu approvato un protocollo d’Intesa tra l’allora Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, la Regione Piemonte ed il Comune di Alessandria per la realizzazione degli interventi di conservazione e valorizzazione della Cittadella di Alessandria. L’accordo avrebbe dovuto gestire la spesa dei 25 milioni destinati alla fortezza in tempi rapidissimi. L’articolo 6 del documento così trionfalmente recita: «Il Ministero dei beni e delle attività culturali si impegna ad attivare e utilizzare per le finalità e gli obiettivi indicati all’art 2 le risorse rese disponibili dal Fondo Sviluppo e Coesione per il ciclo di programmazione 2014-2020, ai sensi della lettera d) dell’art. 1, comma 703, della L. 190/2014, pari a complessivi a 25 milioni di euro, suddivise nelle annualità sui di seguito riportate: anno 2017 – 1 milione di euro, anno 2018 – 1.5 milioni di euro, anno 2019 – 2 milioni di euro, anno 2020 – 6 milioni di euro, anno 2021 – 6 milioni di euro, anno 2022 – 8.5 milioni di euro, attivando – in coerenza con le previsioni della scheda-intervento n. 19, “Alessandria, Cittadella Militare” – le necessarie procedure di progettazione, aggiudicazione e realizzazione, in conformità alle disposizioni del d.lgs n.50/2016 (Codice degli Appalti) e nel rispetto del cronoprogramma progettuale, condiviso con il Gruppo di Lavoro -TS.»

“Suonava già all’epoca come una presa in giro, perché era palesemente surreale che si potesse procedere con una erogazione così ritmicamente cadenzata. Oggi ha il sapore grottesco della farsa con il crollo e senza un cent non ancora speso. Vivaddio a breve dovrebbero cominciare alcuni primi lotti di lavori. All’alba del 2024. Ma non dimentichiamo che oggi, mentre scrivo, i 25 milioni sarebbero già dovuti essere stati spesi, tutti, da almeno un biennio. Ora, come al solito, si correrà ai ripari, si scriveranno fiumi di inchiostro digitale per stabilire quanto tutti si avesse le mani legate. Eccetera. Eccetera. Eccetera”.

“Chi mi conosce sa la mole di lavoro, gli anni di investimento e la perseveranza nel tentare di far capire una strada per il recupero e la rifunzionalizzazione di quel luogo, parlando di Parternariato Pubblico Privato dal 2011, in tempi assolutamente non sospetti. Ci sono soluzioni realizzabili e concrete che possono portare ricchezza e lustro internazionale al territorio ed alla comunità locale e a quella allargata. Noi di Bergoglio 3.0 le abbiamo rappresentate con estrema chiarezza, senza dover spendere risorse pubbliche. È necessario far vibrare gli animi con cose belle, utili, stimolanti, innovative. Un breve inciso per ricordare che i 25 milioni messi a disposizione sulla Cittadella sono soldi buttati. Sarebbe stato decisamente più vantaggioso e sensato utilizzarli come leva finanziaria per ottenere ulteriori risorse sul mercato”.

“Capisco possa apparire come un’eresia inascoltabile, ma è una strategia che mira a massimizzare l’impatto degli investimenti nel settore culturale. In sintesi l’utilizzo di capitali di debito può aumentare il potenziale ritorno degli investimenti effettuati. Applicato al contesto del finanziamento per il restauro o la valorizzazione di monumenti, questo concetto suggerisce che invece di limitarsi a spendere i 25 milioni di euro in maniera convenzionale, lo Stato avrebbe potuto utilizzare la stessa somma come garanzia per accedere ad ulteriori fondi sul mercato finanziario. In pratica, i 25 milioni di euro verrebbero impiegati per ottenere, tramite prestiti o altri strumenti finanziari, un ulteriore finanziamento di pari importo, raddoppiando così la disponibilità finanziaria per il progetto. L’incremento delle risorse disponibili avrebbe vari effetti positivi, per citarne solo alcuni:
1) accelerazione dei tempi di restauro e valorizzazione riducendo l’attesa per il rilancio del sito (per capirci, ora i 25 milioni serviranno per una porzione minuscola rispetto al totale);
2) miglioramento della qualità tecnica degli interventi;
3) estensione progettuale;
4) sviluppo di iniziative collaterali, culturali, educative, turistiche”.

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