Autore Redazione
mercoledì
14 Dicembre 2016
18:11
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Politica - Casale Monferrato

La Regione candida Casale per il polo di ricerca sulla fusione nucleare

All'area ex Gaiero potrebbe sorgere un centro per la creazione dei componenti del reattore a fusione nucleare già presente nella città francese di Cadarache. Un progetto da 500 milioni di euro.
La Regione candida Casale per il polo di ricerca sulla fusione nucleare

CASALE – Un progetto internazionale che potrebbe garantire in provincia dai 1200 ai 1800 posti di lavoro. La Regione Piemonte ha deciso di puntare su Casale Monferrato per creare un polo scientifico-tecnologico tra i più avanzati al mondo, a supporto del primo reattore a fusione nucleare, già presente nella città francese di Cadarache. A Casale il Divertor Tokamak Test facility, questo il nome del centro di ricerca, contribuirebbe alla creazione dei componenti per il reattore. L’area individuata, ha spiegato a Radio Gold il sindaco Palazzetti, è quella della ex Gaiero, estesa per circa 80 mila metri quadrati. L’investimento sul territorio monferrino si aggira intorno ai 500 milioni di euro. La gestione dell’impianto si protrarrà per almeno 25 anni e necessiterà di spese di approvvigionamento, materiali di consumo e manutenzioni per circa 15 milioni di euro l’anno, oltre all’indotto relativo alla presenza sul territorio dello staff tecnico-scientifico. La ricaduta di un simile progetto in termini di reddito prodotto sul territorio è stimata pari a quattro volte l’investimento. Oltre all’Unione Europea, sono coinvolte altre grandi super potenze mondiali come la Cina, la Corea del Sud, la Russia, il Giappone e l’India.

“Un sogno a occhi aperti” ha detto a Radio Gold il sindaco di Casale, Titti Palazzetti, presente alla conferenza stampa di questo mercoledì mattina all’Unione Industriale di Torino, insieme al governatore della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, ad Aldo Pizzuto, presidente dell’Ente Nazionale Energia Atomica. Il reattore in Francia riprodurrebbe quello che avviene nel sole, energia pulita ricava dalla fusione a freddo dell’atomo. Perché il Piemonte ha scelto Casale? Siamo stati contattati dalla Delta Ti Impianti, degli imprenditori Demisto e Giorgio Biginelli, casalesi di origine, che hanno acquisito l’area. Lavoriamo a questo progetto da diversi mesi. A Casale c’è già un know how importante dal punto di vista dell’alta tecnologia molto grande, un indotto pronto a partecipare. Arriverebbero scienziati e tecnici specializzati da tutto il mondo.”

Quella di Casale Monferrato è una candidatura. Anche altre regioni italiane potranno farsi avanti: a primavera 2017 sarà presa una decisione definitiva ma il fatto che sia stato scelto proprio il Piemonte per ospitare la conferenza stampa di annuncio è un dato non certo da sottovalutare.

“I lavori per la costruzione del polo di ricerca partirebbero subito dopo” ha sottolineato il sindaco Palazzetti “si tratterebbe di una fabbrica grande circa tre ettari, la stessa estensione della Eternit. Per noi sarebbe una rinascita, anche dal punto di vista simbolico, una sorta di risarcimento: da un materiale pericoloso come l’amianto all’energia pulita, un vero e proprio riscatto.

“La nostra regione può essere considerata la sede naturale per un progetto di questa portata, per la presenza logistica, di infrastrutture e centri di ricerca pubblici e privati di eccellenza, come Università di Torino e Politecnico” ha detto il presidente Sergio ChiamparinoSiamo pronti a fare la nostra parte, iniziamo da oggi una campagna di lobbying democratica perché il progetto sia sostenuto dal governo e si localizzi nella nostra regione”

Riprodurre il meccanismo fisico che alimenta le stelle è la grande sfida della ricerca sulla fusione nucleare che vede impegnati i migliori laboratori di tutto il mondo nel produrre energia rinnovabile, sicura, economicamente competitiva, inesauribile e in grado di sostituire i combustibili fossili“, ha spiegato Aldo Pizzuto evidenziando che “ENEA ha brevettato una tecnica per effettuare test per la struttura DTT con materiali avanzati”.

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