Redazione14 Maggio 2026
14:54
San Matteo di Pavia modello italiano per usare i dati sanitari nella ricerca

PAVIA – La Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia si afferma come prima best practice nazionale nell’utilizzo secondario dei dati sanitari a fini di ricerca, grazie a un modello operativo che coniuga rigore normativo, sostenibilità organizzativa e valore scientifico. Un’esperienza destinata a diventare punto di riferimento per il sistema sanitario e per gli IRCCS italiani, che sarà al centro dell’incontro in programma lunedì 18 maggio, dalle 10.30 alle 12.30, nell’Aula Magna Ferrata del Campus Salute del Policlinico.
L’appuntamento riunirà esperti del mondo giuridico, accademico e sanitario per approfondire il ruolo strategico dei dati sanitari nella ricerca clinica e traslazionale, con particolare attenzione all’articolo 110-bis del Codice Privacy. La norma consente, al verificarsi di specifiche garanzie, l’utilizzo secondario dei dati sanitari senza la necessità di acquisire nuovamente il consenso dei pazienti, aprendo nuove prospettive per lo sviluppo della ricerca scientifica.
Il tema rappresenta oggi una delle sfide più delicate e attuali nel rapporto tra innovazione e tutela dei diritti. Da un lato, infatti, la crescente disponibilità di dati clinici consente di sviluppare modelli di medicina sempre più predittivi e personalizzati; dall’altro, resta fondamentale garantire sicurezza giuridica, trasparenza e protezione della privacy dei cittadini.
In questo contesto, il modello sviluppato dal San Matteo viene indicato come esempio concreto di applicazione della normativa. L’esperienza del Policlinico dimostra come sia possibile trasformare disposizioni legislative complesse in strumenti operativi già funzionanti, capaci di supportare la ricerca scientifica e valorizzare il patrimonio informativo sanitario in modo responsabile.
“Gli IRCCS rappresentano una delle espressioni più mature dell’integrazione tra produzione di conoscenza scientifica e presa in carico della persona – sottolinea Alessandro Venturi, presidente della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo –. I dati sanitari sono un patrimonio collettivo che consente alla medicina di evolvere verso modelli sempre più predittivi e personalizzati. La sfida è culturale prima ancora che normativa: costruire un sistema in cui innovazione, sicurezza giuridica e tutela dei diritti dei pazienti procedano insieme. L’esperienza del San Matteo dimostra che questo equilibrio è possibile”.
Tra i momenti centrali dell’incontro, la lectio magistralis degli avvocati Agostino Migone De Amicis, dello Studio Legale LCA ed ex componente del Centro di Coordinamento nazionale dei Comitati Etici Territoriali, e Fausto Massimino, Legal Governance & Compliance One Roche Head. I due esperti approfondiranno il tema “L’uso secondario dei dati tra sfide e opportunità: l’art. 110-bis del Codice Privacy”, analizzando le prospettive normative e le implicazioni pratiche dell’utilizzo dei dati sanitari per finalità scientifiche.
“Iniziative come queste sono fondamentali per promuovere un confronto concreto tra istituzioni, ricerca e industria su come valorizzare in modo responsabile il potenziale dei dati sanitari a beneficio dell’innovazione e dei pazienti – commenta Fausto Massimino –. L’articolo 110-bis rappresenta un passaggio importante verso un approccio più moderno e sostenibile nell’utilizzo dei dati sanitari per finalità scientifiche, superando una visione esclusivamente consenso-centrica e mantenendo elevate garanzie di tutela per i pazienti”.
Nel corso della mattinata sarà presentata anche l’esperienza concreta maturata dal San Matteo in ambito clinico e organizzativo. Interverranno il professor Salvatore Corallo, oncologo del Dipartimento di Medicina Interna e Terapia Medica dell’Università di Pavia e della SC Oncologia – Comprehensive Cancer Center, e la dottoressa Alessandra Ferrari, coordinatrice del Clinical Trial Office Onco-Hematology, che illustreranno l’applicazione pratica del modello nella ricerca oncologica.
L’incontro proseguirà con una tavola rotonda dedicata al tema “Ricerca scientifica e diritto alla salute: il bilanciamento degli interessi”. Al confronto prenderanno parte rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e sanitario, tra cui il professor Giuseppe Franco Ferrari, professore emerito di Diritto Costituzionale dell’Università Bocconi, l’assessore regionale lombardo Alessandro Fermi, Mario Giovanni Melazzini della Direzione Generale Welfare di Regione Lombardia, Gianluca Polifrone, direttore generale del Biotecnopolo di Siena, Pierluigi Nicotera, direttore scientifico della Fondazione Mondino, Ilaria Maruti di AFI e Adele Patrini di FAVO Lombardia.
Le conclusioni saranno affidate a Emanuele Monti, presidente della IX Commissione permanente del Consiglio Regionale della Lombardia.
L’evento rappresenta un’importante occasione di confronto su un tema destinato a incidere profondamente sul futuro della medicina e della ricerca scientifica, con l’obiettivo di individuare un equilibrio sempre più efficace tra innovazione, sviluppo della conoscenza e tutela dei diritti dei pazienti.
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