Autore Redazione
mercoledì
13 Maggio 2026
06:00
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I Tamikrest pubblicano il sesto album ‘Assikel’

I Tamikrest pubblicano il sesto album ‘Assikel’

Per vent’anni la musica dei Tamikrest ha illuminato il suono, la cultura e la coscienza del popolo Kel Tamasheq (Tuareg) del Sahara. Tamikrest significa connessione o unione in tamasheq, e la band è diventata una delle voci più vitali del loro popolo, raccontandone le difficoltà e canalizzando esperienze di esilio, perdita e resistenza. ‘Assikel’, sesto album dei Tamikrest, significa viaggio e mostra quanto lontano siano arrivati. Nati nel 2006 dall’incontro tra i musicisti Tuareg Ousmane Ag Mossa e Cheikh Ag Tiglia, originari di Tinzawaten, vicino al confine tra Mali e Algeria, i Tamikrest hanno iniziato a suonare sotto l’influenza dei Tinariwen, pionieri della chitarra ishumar. Un incontro fortuito con Chris Eckman, cofondatore di Glitterbeat, e con il suo gruppo Dirtmusic al Festival au Désert del 2008 in Mali segna l’inizio di una lunga collaborazione con l’etichetta, che ha contribuito a portare la band all’attenzione internazionale. Oggi il gruppo è un quartetto stabile, con il chitarrista Paul Salvagnac e il percussionista Cédric “Momo” Maurel.

Un nuovo suono, più diretto e viscerale, ‘Assikel’ rappresenta una svolta deliberata. Forte di anni di tour e improvvisazione, la band ha scelto di registrare dal vivo su nastro analogico, ispirata anche dal lavoro dell’ingegnere/mixer Jasper Geluk (Altın Gün), che Momo descrive affettuosamente come “un tecnico old-school, musicista, poeta del suono e sognatore. Ha sempre un cacciavite in mano”. ‘Assikel’ prosegue l’esplorazione da parte dei Tamikrest di temi come l’esilio, lo sradicamento e l’assouf – l’intraducibile a parola tamasheq che racchiude i concetti di nostalgia, desiderio e malinconia. “I temi non sono cambiati molto perché la situazione a casa non è migliorata, anzi è peggiorata – afferma Ousmane. Il Mali vive un momento drammatico: una giunta al potere dal 2021, opposizione politica bandita, media repressi, il ritiro della missione ONU nel 2023, la presenza dell’Africa Corps controllato dal Cremlino e violenze quotidiane da parte di jihadisti, forze maliane e paramilitari russi”.

Non sorprende quindi che gli otto brani di ‘Assikel’ siano carichi di urgenza e sfida, pur lasciando spazio a momenti più quieti e contemplativi, da sempre parte del DNA della band. L’intreccio strumentale combina chitarre elettriche e acustiche, lap steel, bassi profondi e dub, percussioni a mano, calebasse e batteria completa. I brani oscillano tra rock ishumar, meditazioni folk ipnotiche e narrazioni guidate dalla voce e dalla scrittura di Ousmane. È musica che solo Tamikrest potevano creare. Vent’anni dopo, il ruolo musicale e culturale dei Tamikrest è più vitale che mai. Il suono essenziale e atmosferico di ‘Assikel’ amplifica la forza spirituale della scrittura di Ousmane e gli arrangiamenti melodici della band, riaffermandone la posizione tra le voci più autorevoli dei Kel Tamasheq. L’ultima parola spetta a Ousmane, che offre un contrappunto a chi vede la band prima come portavoce politici che come musicisti: “Ciò che ci motiva oggi è lo stesso che ci motivava all’inizio: l’amore per la musica”.

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