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L’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato approvata dal Consiglio Comunale di Alessandria, e inviata poi a Roma lo scorso 14 novembre, non ha dissipato i dubbi del Ministero dell’Interno. Con una nota inviata lo scorso 21 novembre, il Ministero ha rimarcato le perplessità già poste all’attenzione dell’amministrazione comunale del capoluogo nei mesi scorsi. Il Ministero continua infatti a storcere il naso in merito all’utilizzo dei 32 milioni di euro, frutto dell’insinuazione nella massa passiva, per coprire squilibri finanziari di parte corrente. “Pur riconoscendo legittimità all’insinuazione – scrive il Ministero – la registrazione contabile non deve interessare il bilancio di competenza, né influire sugli equilibri finanziari complessivi”. La previsione di entrata iscritta a bilancio, aggiunge poi il Ministero, “non è attendibile in termini di accertabilità nel corso dell’anno e pone problemi, se ammessa, anche sugli equilibri pluriennali”.

Le criticità, quindi, permangono, ma come sottolineato dallo stesso Ministero, a favore dell’Ente gioca il recentissimo decreto legge dello scorso 31 ottobre, frutto del lavoro dei parlamentari alessandrini. Il Comune di Alessandria potrà infatti raggiungere l’equilibrio in tre anni e questo, ha secondo il sindaco di Alessandria, Rita Rossa, escluderebbe l’arrivo di un commissario nel capoluogo.

L’Amministrazione, ha spiegato il primo cittadino discuterà della nota ministeriale durante la riunione di Giunta in programma questo martedì e, mercoledì, il documento sarà poi analizzato con i capigruppo di maggioranza. “Il Ministero, per la prima volta – ha sottolineato il primo cittadino – riconosce la legittimità dell’insinuazione al credito della massa passiva, anche se ribadisce che non deve interessare il Bilancio di competenza e che la sua effettiva accertabilità potrebbe subire dei ritardi: i 32 milioni tanto discussi, quindi, sono crediti esigibili anche se la tempistica di riscossione non è certa. In ogni caso il documento ministeriale ci indica la possibilità di riequilibrare il Bilancio in tre anni e, pertanto, non sussiste alcun rischio di commissariamento per l’Ente”.

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In allegato la nota del Ministero dell’Interno, inviata da Palazzo Rosso.