Caso Domodossola: in commissione le spiegazioni della Regione e i dubbi dell’opposizione

La IV Commissione, presieduta da Carla Spagnuolo, ha ascoltato questo giovedì l’assessore alla Sanità, Ugo Cavallera e il direttore dell’assessorato, Sergio Morgagni, sul caso di Domodossola. Parliamo del viaggio-Odissea della madre di due gemelli, costretta a percorrere 170km fra un ospedale e l’altro prima di arrivare all’Infantile di Alessandria. Qui ha fatto nascere i piccoli, di sole 24 settimane. Poche ore dopo però Aurora, la sorellina di Christian, non ce l’ha fatta. Sulla vicenda, in commissione, Cavallera ha dichiarato che “esistono senza dubbio perplessità sui tempi e modi con cui è stata gestita” e anche per questo la Regione sta “acquisendo tutta la documentazione necessaria e ha chiesto alla direzione di svolgere con tempestività un’indagine interna“. L’indagine sarà incentrata sulla verifica della coerenza fra gli eventi e i protocolli seguiti, oltre che sulla correttezza del comportamento degli operatori coinvolti.
“Abbiamo disposto un’indagine per una doverosa esigenza di chiarezza nei confronti della famiglia – ha spiegato Cavallera – alla quale rinnoviamo la nostra vicinanza per il dolore, e per la corretta comprensione, in un’ottica di trasparenza amministrativa, di come si sono svolti i fatti. Gli accertamenti che abbiamo disposto partono dalle fasi di assistenza medica specialistica alla gravida, alla valutazione delle cure nel reparto ostretico-ginecologico di Domodossola, al trasporto della paziente dall’ospedale territoriale all’ospedale di riferimento”.
Il direttore regionale della Sanità, Sergio Morgagni, ha invece analizzato la situazione conosciuta al momento: “fino alla chiusura dell’indagine, non è possibile trarre conclusioni oggettive e definitive (occorre esaminare, oltre le relazioni e la documentazione clinica, anche i resoconti  delle telefonate da e verso il 118). Da tempo sono stati  definiti appositi protocolli operativi, sia per il Servizio di Trasporto Avanzato Materno (STAM) di livello aziendale, sulla base di indicazioni organizzative regionali del 2008, sia per il Servizio di Trasporto Emergenza Neonatale (STEN), di livello regionale risalente al 2007, entrambi recentemente aggiornati. Ad oggi, gli elementi certi riguardano le varie fasi, nell’arco temporale di circa sette ore, dal momento in cui la signora è giunta al DEA dell’ospedale di Domodossola, alla valutazione delle sue condizioni da parte dei medici del reparto di Ostetricia e di Ginecologia, alla ricerca del punto nascita di Terapia Intensiva Neonatale nel quale trasferire la signora, vista la non disponibilità dell’Ospedale di Novara, al trasferimento all’Ospedale di Alessandria dove è avvenuto il parto.”
Il direttore del Dipartimento del 118, Danilo Bono, poi su richiesta di alcuni consiglieri ha puntualizzato in merito alla presenza dello Servizio di trasporto materno infantile e sul mancato utilizzo dell’elisoccorso. “Lo STAM – ha spiegato – non è un ambulanza specifica, ma è un servizio che viene configurato con la presenza sull’ambulanza medicalizzata di un ginecologo e di un ostetrico dei casi nei quali è necessario trasferire la partoriente in un centro nascite attrezzato per le gravidanze a rischio. Lo STEN (Servizio trasporto emergenza neonatale) è un servizio con ambulanza allestita specificamente con incubatrice,  con la presenza di un medico neonatologo e di infermiere pediatrico di area critica, per il trasporto dei neonati prematuri verso le strutture dotate di TIN, Terapia intensiva neonatale. Per quanto riguarda l’utilizzo del servizio di elisoccorso, in base alla verifica effettuata, come da prassi quotidiana, il giorno sabato 4 gennaio, tutte le 4 basi regionali, tranne quella di Cuneo limitatamente alla sua zona territoriale e in direzione di Ventimiglia e dell’Appennino Ligure, risultavano chiuse al volo per motivi legati alle condizioni meteo in quel momento presenti.”  
Tornando al fronte politico l’opposizione ha contrapposto alle eventuali responsabilità, oggetto di verifiche, anche le carenze nel sistema sanitario e soprattutto nella riorganizzazione delle emergenze. La presidente Fds, Eleonora Artesio, e la consigliera, Gianna Pentenero, (Pd) hanno ricordato la necessità di rivedere la strutturazione del percorso nascita, da tutelare, hanno detto, fin dall’inizio e non solo nel punto finale di erogazione del servizio. Monica Cerutti, presidente Sel, ha invece richiamato l’importanza dell’informatizzazione e dell’accesso ai dati per meglio gestire il servizio 118.
Il presidente del Consiglio, Valerio Cattaneo, ha infinito chiesto che i risultati dell’indagine dell’assessorato siano comunicati attraverso una conferenza stampa, che permetta di fornire un’informazione chiara e univoca, liberando il campo da potenziali ambiguità.   
L’Assessore Cavallera, in questo senso, ha ribadito l’impegno della Regione a chiudere in tempi rapidi l’indagine interna e a riferire alla Giunta e alla Commissione consigliare competente.