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ALESSANDRIA – Prosegue l’analisi della Commissione Bilancio sui conti di Alessandria. Oggi toccherà al maxi emendamento sul previsionale approvato martedì in giunta e consegnato ieri ai consiglieri.

Da una prima analisi rileviamo nel 2019 il taglio delle spese correnti di 2.5 milioni e mezzo su diversi capitoli ha sottolineato a Radio Gold la presidente della Commissione Bilancio e consigliere Pd Vittoria OnetoOccorrerà vedere in particolari su quali capitoli di spesa. Chiederemo ai dirigenti di farci avere una tabella riepilogativa dei tagli. Pare che ci siano tagli forti dedicati al sociale, peggiorati rispetto al previsionale. Per far “quadrare i conti” C’è anche il tema dell’incremento delle entrate dal semaforo “Vista Red”: 4 milioni nel 2019, 9 milioni nel 2020 e altrettanti nel 2021, una cifra obiettivamente un po’ elevata, non ci pare realistica. Chiederemo quanto si è incassato nel 2017. A questo punto pensiamo che ci possa essere l’installazione di altri “Vista Red”. Ci sembrano cifre esagerate, vedremo se corrispondono a una ipotesi realistica. Ci sarà un aumento della Tari di circa un milione di euro nel 2020 e 2021. E poi occorre chiarire i tagli all’illuminazione pubblica di quasi un terzo, anche questo ci lascia un po’ perplessi. Parliamo di contratti già stipulati. Ogni dirigente entrerà nello specifico sulle sue competenze”.  

Non notiamo particolari tagli a manifestazioni e cultura come invece erano stati preannunciati dal sindaco ha detto a Radio Gold il capogruppo M5S Michelangelo Serra “bisognerà poi capire che cosa si intende per “Missione 1”, dove si evidenzia un taglio da 58 a 36 milioni, 22 milioni di euro in meno. Chiederemo degli approfondimenti. Si tratta di un bilancio tecnico, al quale dovranno seguire le modifiche al Documento Unico di Programmazione, su tutti gli investimenti previsti fino a oggi. Inoltre ci sarà da piangere quando dovrà essere fatto il piano di rientro a 90 giorni, nella speranza di avere ancora un assessore al bilancio. Di fatto con questo previsionale arriverà un piano di rientro molto pesante sui servizi ai cittadini. Sui giornali siamo venuti a sapere della richiesta di correzione fatta dai revisori dei conti. Speriamo di poter affrontare il discorso direttamente con loro”. 

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“I revisori dei conti sono stati invitati la prossima settimana per tutte e tre le commissioni” le parole della presidente di Commissione Oneto “ma mi hanno detto che con tutta probabilità non saranno presenti nelle prime due, solo nella terza. In ogni caso il loro parere sul bilancio non potrà arrivare più tardi di lunedì, altrimenti saremmo in difficoltà“.

Nel frattempo, durante la seconda Commissione Bilancio convocata mercoledì mattina, si è analizzata la Delibera della sessione di controllo della Corte dei Conti arrivata lo scorso febbraio che ha chiesto la verifica dei risultati di amministrazione degli scorsi anni. “Un lavoro complesso” ha sottolineato l’assessore al Bilancio “abbiamo ripreso i bilanci precedenti, approvati col silenzio assenso del Ministero dell’Interno. Il nodo è stata la disapplicazione di 46 milioni di euro nel disavanzo 2015, sono disapplicati di anno in anno. È stata errata la disapplicazione: nel 2015 c’è stata una diversa applicazione della norma. L’errore è stato a monte”.

“I 46 milioni di disavanzo provenivano dall’esercizio precedente al dissesto” ha sottolineato il ragioniere capo Antonello Zacconenon hanno influito sui risultati del patto di stabilità, Ora viene chiesta una diversa registrazione contabile”.

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“Era possibile agire nel 2017?” la domanda della presidente di Commissione Vittoria Oneto, esponente del Pd e della precedente giunta. No, non sarebbe stato possibile” ha risposto Zaccone “nel 2015 la normativa consentiva di portare avanti a 30 anni questo “disavanzo tecnico” con la rideterminazione dei residui attivi/passivi, non riguardava la copertura del disavanzo. La Corte non contesta al Comune il consuntivo del 2017 ma ha rilevato una peggiore capacità di riscossione rispetto ai residui attivi. Per questo nel fondo crediti di dubbia esigibilità occorre aumentare le quote accantonate se non si riescono a esigere i crediti. Quindi occorre sottrarre risorse alla spesa corrente”.

“Ma il riaccertamento dei residui attivi/passivi fu fatto nel 2015” ha replicato Giorgio Abonante, anche lui esponente Pd ed ex assessore al Bilancio.

“Non c’era una normativa chiara che ci consentiva di agire diversamente” ha aggiunto Marica Barrera, capogruppo della Lista Rossa e anche lei esponente della giunta precedente.

Questo problema lo avevamo rilevato già prima delle elezioni del 2017” ha sottolineato Michelangelo Serra, capogruppo del Movimento 5 Stelle “avevamo anche scritto alla Corte dei Conti per saperne di più e tutelarci nel caso avessimo vinto le elezioni. Ora però voglio evitare lo scaricabarile sul passato”.

Dalla maggioranza, infine, il capogruppo di Forza Italia Maurizio Sciaudone ha sollevato un altro tema: “Perché nel 2014 il Comune ha accettato la transazione del 40% dei crediti intestati all’ente?”.