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ALESSANDRIA – Dopo la notizia del referto choc all’ospedale di Alessandria, dove un paziente è stato dimesso con un’anamnesi in cui si poneva l’accento sulla sua omosessualità, la politica locale fa quadrato attorno all’uomo. “Troviamo incomprensibile il comportamento dell’ospedale di Alessandria che inserisce nella lettera di dimissioni l’orientamento sessuale di un paziente che si era recata presso il nosocomio per un forte mal di testa“. Inizia così il comunicato del Partito democratico e inviato agli organi di stampa a firma di Paolo Furia (segretario regionale del Pd del Piemonte), Fabio Scarsi (segretario provinciale del Pd di Alessandria) e di Rapisardo Antinucci (segretario cittadino del Pd di Alessandria).

“Pensiamo che sia inaccettabile, nel 2019, inserire l’omosessualità tra la lista di malattie come se avesse una qualche rilevanza clinica. Da quanto emerge dagli articoli di stampa tutto il comportamento tenuto dai sanitari appare pregiudiziale, a partire dal fare eseguire l’esame Hiv (negativo) all’uomo che si era recato al pronto soccorso per un forte mal di testa, o al suo ricovero nel reparto di malattie infettive, o al  porgli in modo sgradevole domande sulle sue condizioni personali”, si legge ancora nel comunicato. Poi l’elogio a una città sempre attenta ai diritti Lgbt e la piena solidarietà al paziente discriminato: “Mentre condanniamo questi comportamenti omofobi nella città che quest’anno ha ospitato per la prima volta un Pride partecipatissimo, esprimiamo solidarietà all’uomo e al suo compagno che sono stati vittime di questo brutto episodio“. I segretari dei dem hanno precisato inoltre come “l’omosessualità non è una patologia fisica, psicologica o psichiatrica. Inseriremmo mai in una lettera di dimissioni eterosessuale con compagna fissa?  Ecco, poniamoci sempre queste domande per comprendere quanto le discriminazioni sono purtroppo ancora quotidianamente presenti nel nostro Paese. E proviamo a riflettere su quanto dolore questi atteggiamenti possano causare“.


Michelangelo Serra ha commentato la notizia con una battuta al vetriolo affidata a Facebook. “Speriamo di non trovarmi scritto è un grillino o ha la strazza di un orso sul referto medico”, ha scritto sul social il capogruppo alessandrino del Movimento 5 stelle facendo riferimento alla sua fede politica e alla sua imponente mole.