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ALESSANDRIA – Dal 1° ottobre Roberto Molina svestirà i panni di Capo di Gabinetto del Comune di Alessandria e tornerà a indossare a tempo pieno quelli di procuratore di banca.

Le dimissioni di Molina, però, non hanno nulla a che fare con la proposta dei consiglieri di minoranza di rinunciare al ruolo del segretario cittadino della Lega all’interno di Palazzo Rosso per recuperare le risorse per il servizio scuolabus. “Non credano, o tentino di far passare l’idea, di aver vinto” ha puntualizzato Molina.

Il Capo di Gabinetto, ha spiegato, già prima di marzo aveva annunciato al sindaco Gianfranco Cuttica di Revigliasco la sua decisione di tornare a lavorare a tempo pieno in banca. “Non sono in aspettativa. Ho chiesto un part-time e l’istituto di credito dove lavoro ha regole ferree. Se vuoi chiederlo, o rinnovarlo, devi farlo entro il 30 marzo e io non l’ho rinnovato.

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Il sindaco non era l’unico ad essere stato informato della decisione di Molina. “Tutti, a Palazzo Rosso, sanno che ho deciso di cessare il mio rapporto di lavoro con il Comune a far data dal 30 settembrecompresi, ha puntualizzato secco, alcuni consiglieri di minoranza che hanno avanzato quella che per Molina è solo “una bella operazione di pubblicità demagogica”.

Il Capo di Gabinetto non cela il fastidio per le parole e le altrettanto poco gradite “vignette social di quelli che definisce ironicamente “i signori alfieri della democrazia e della trasparenza” che avrebbero barattato il suo stipendio con il servizio scuolabus, sbagliando anche l’importo del compenso del Capo di Gabinetto. “Questi sono gli stessi signori che due anni fa gridavano, perché secondo loro percepivo 180.000 euro annui ed oggi, guarda un po’, scrivono che ne percepisco oltre 40.000. Ancora una volta o non sono capaci di leggere o amano dire le bugie, poiché il mio stipendio lordo 2018 da Cud è pari a 37.389.

Una cifra, ha puntualizzato Molina, che sommata al compenso per il part-time in banca rimane “ben più bassa” dello stipendio che tornerà a percepire da ottobre riprendendo a lavorare a tempo pieno in banca. Anche le ragioni economiche hanno spinto Molina a rinunciare all’incarico a Palazzo Rosso ma nella lista di motivazioni elencata dallo stesso Capo di Gabinetto il denaro viene comunque dopo i “motivi personali e famigliari”. Quindi, Molina se ne va ma per una “sua scelta” comunicata “già a fine marzo”.In Comune – ha concluso il Capo di Gabinetto – ci sono una amministrazione e persone che cercano davvero di risolvere i problemi e che non hanno intenzione di togliere alcun servizio ai bambini o alle fasce deboli. Ci sono poi persone che fanno “sceneggiate”. Con le mie dimissioni l’opposizione ora perde il suo bersaglio preferito e dovrà per forza iniziare a pensare a qualcosa di concreto”.

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