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ALESSANDRIA – “Quando ci lamentiamo della nostra città, Alessandria, pensiamo al Gelso e alla fortuna di averlo, nella speranza di mantenerlo“. Attraverso una lettera aperta Simone Lumina, un cittadino alessandrino, è intervenuto sulla polemica divampata dopo le dichiarazioni del consigliere di Forza Italia, Carmine Passalacqua, a proposito dell’Hospice Il Gelso: “Perché si devono organizzare raccolte fondi in favore di un posto dove alla fine si muore?” aveva dichiarato l’esponente della maggioranza durante l’ultima Commissione Affari Istituzionali.

“In quel luogo si vive fino all’ultimo respiro con dignità, circondati dall’affetto dei propri cari, da personale qualificato e volontari che non smettono un solo minuto di assistere tanto i malati, quanto i parenti” ha raccontato Simone Lumina “Il salotto comune, la libreria, il diario con le dediche di chi è passato e forse un giorno ritornerà e, non ultimo, Charlie, il cagnolino di casa”.

“Consigliere Passalacqua” ha aggiunto il cittadino rivolgendosi direttamente al politico “le auguro una vita lunga e felice, ma non solo. Spero che quel lontanissimo giorno in cui verrà il suo momento, quello dell’abbandono della vita terrena, lei non debba in alcun modo soffrire, mi creda, glielo auguro di cuore. Ma se ciò non dovesse accadere? Se le toccasse in sorte una di quelle terribili malattie, dal decorso lungo e doloroso? In quel caso (non voglia mai il Signore!) le auguro che l’Hospice sia ancora aperto, il personale a sua disposizione e le persone care, a lei vicine, a farle compagnia. Credo che qualunque persona sulla terra dovrebbe avere la possibilità di concludere il proprio percorso con la maggiore serenità possibile, riducendo al minimo le sofferenze. E noi, ad Alessandria, questo privilegio lo abbiamo grazie al Gelso”.

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Simone Lumina ha poi concluso ricordando una “storia che può essere vera o inventata, poco importa…Di certo a viverla, nella nostra città, sono stati in molti”.

Ero in camera, seduto sulla poltrona, di fianco a Lisetta, ridevamo guardando un quiz alla tv. Finita la cena, mi alzo, prendo un gelato dal frigo della sua stanza, glielo porgo e ci rimettiamo a guardare il programma. Lisetta “sta bene”, da giorni non prova dolore, quindi è giusto parlare del rientro a casa e della convalescenza che, avviso, sarà molto lunga. Sapevo benissimo, ero stato informato che di lì a poco sarebbe sopraggiunta l’infezione, che lei avrebbe perso conoscenza, insomma, che il traguardo era dietro la curva. Io lo sapevo, ma lei no. Per questo, fino al momento in cui ti sei estraniata dal mondo, ho potuto starti vicino e tu vivere e sorridere insieme a me e a tutti i tuoi familiari. Eravamo al Gelso, là dove si vive il meglio possibile, sino alla fine”.

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