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PROVINCIA DI ALESSANDRIA – “Il nostro progetto di Alessandria Retroporto di Genova va avanti senza problemi”. Il presidente della Fondazione Slala, Cesare Rossini, ha commentato così la notizia della firma del protocollo di intesa per far diventare Piacenza retroporto di Genova, stipulato dal Comune e dalla Provincia emiliana, insieme ai rappresentanti di Liguria, Piemonte e Lombardia.

“Due retroporti di Genova, uno a Piacenza e uno ad Alessandria mi sembrano troppi” aveva sottolineato il tesoriere regionale ed ex Senatore del Partito Democratico Daniele Borioli “evidentemente o da Alessandria o da Piacenza raccontano bugie”. 

Il Movimento 5 Stelle Piemonte invece aveva espresso tutta la sua preoccupazione per eventuali ricadute negative su Alessandria. “La firma del protocollo per la logistica del Nord Ovest sottoscritto pochi giorni fa a cuor leggero dalla Regione Piemonte rischia di scippare Alessandria dello status di snodo logistico “fondamentale” a beneficio di Piacenza” hanno sottolineato gli esponenti pentastellati Sean Sacco, Susy Matrisciano, Michelangelo Serra e Francesco Gentiluomo “Il Presidente del Piemonte Cirio tace in buona compagnia del sindaco di Alessandria Cuttica di Revigliasco e del segretario piemontese della Lega, l’alessandrino Riccardo Molinari. Intanto l’assessore regionale ai Trasporti Gabusi benedice addirittura questa operazione ma guardandosi bene dal presentarsi alla firma del protocollo, delegando l’impegno ad un funzionario della Regione, a differenza di chi l’aveva preceduto in assessorato. Chi tutela gli interessi di questo territorio, lo sviluppo della logistica e quindi l’occupazione? In questa importante partita, nessuno. Un’operazione “tafazziana”.

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“Si rischia di spostare gli investimenti per il retroporto di Genova dal basso Piemonte verso l’asse lombardo emiliano, tagliando fuori la nostra regione e la fitta rete ferroviaria dell’alessandrino. Questa provincia è già carente nei collegamenti di trasporto passeggeri, basti pensare alla linea Alessandria-Milano, ridotta a solo 3 fasce orarie per raggiungere il capoluogo lombardo, per non parlare dell’assenza di servizi nei collegamenti con Roma. L’alessandrino è già isolato per quanto riguarda il trasporto ferroviario, con la firma di questo Protocollo viene ancora una volta dimenticato. Chiederemo spiegazioni in Consiglio regionale attraverso un’interrogazione rivolta all’assessorato ai Trasporti”.

“Tutto questo non tocca il progetto Uirnet” ha invece replicato a Radio Gold il presidente di Slala Cesare Rossinisi parla di retroportualità ligure, quindi che coinvolgerà anche La Spezia che potrebbe svilupparsi su Piacenza. Le merci ci saranno per tutti, si deve solo cercare di intercettarne il più possibile. Ci auguriamo che sia una cosa proficua per tutti, che il Basso Piemonte si integri con Piacenza e che si riesca a portare in Italia qualcosa che oggi è ad Amsterdam e Rotterdam. Dobbiamo portare un pil maggiore al nostro paese”.

 

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