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ALESSANDRIA – Il sindacato Filctem Cgil di Alessandria ha motivato così la scelta di non firmare, a differenza di Cisl, Uil e Ugl la richiesta di incontro urgente al Comune e alla Regione Piemonte riguardo la vicenda Solvay di Spinetta Marengo, caratterizzata dalla richiesta di rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, funzionale all’implementazione della produzione di C6O4.

Le tre principali sigle sindacali, invece, hanno fatto fronte comune a livello nazionale chiedendo un incontro al Ministero dello Sviluppo Economico, col coinvolgimento anche del dicastero dell’Ambiente.

Abbiamo ritenuto non utile rivolgerci, in questa fase, alle istituzioni locali, inoltre nei giorni scorsi la Filctem-Cgil nazionale, unitamente a Femca e Uiltec, aveva già anticipato al Ministero dello Sviluppo Economico la richiesta di discutere l’attuale situazione a quel livello, coinvolgendo il Ministero dell’Ambiente.

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Siamo invece interessati ad un eventuale tavolo con tutti i soggetti interessati, Solvay compresa, per favorire la ricerca di un corretto equilibrio tra le esigenze d’impresa, del territorio, dell’occupazione, nel rispetto delle leggi della salute e l’ambiente. Il polo chimico di Spinetta Marengo è una realtà storica e importante per il territorio ed è responsabilità di tutti garantire la continuità d’esercizio, anche con investimenti mirati e straordinari”. 

La nostra organizzazione sindacale” ha inoltre precisato Filctem “ha sempre dimostrato grande attenzione ai temi dello sviluppo industriale sostenibile e della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Non a caso, i nostri Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, Salute e Ambiente (RLSSA), si sono sempre prodigati, all’interno dell’azienda, per ottenere approfondimenti e soluzioni alle criticità riscontrate.

Per queste ragioni, anche nel mese di novembre, i nostri rappresentanti avrebbero voluto partecipare come uditori alle riunioni in cui si discuteva il tema. Non è stato possibile. Il 29 giugno, Solvay, a seguito degli incontri con gli Enti, comunicava alle organizzazioni sindacali il momentaneo esito negativo circa la richiesta di aumentare la produzione di C6O4, prospettando un possibile rischio di ricadute per l’intero sito.

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L’azienda, durante l’incontro, non ha fornito dettagli tecnici sulla situazione, spiegando di avere esigenze di riservatezza industriale”.